Dal numero 1028 di Riviera Oggi, in edicola.

Il Comune si autocelebra. Le opere realizzate e quelle in cantiere finiscono in un lungo elenco di cose fatte, con tanto di messaggio del primo cittadino che ovviamente si impegna nel difendere il suo ruolo e lavoro.

Tutto lecito, ci mancherebbe. Nessun cuoco parlerebbe male della propria cucina ed è alquanto banale pretendere che sia la stessa amministrazione a sottolineare le sue mancanze.

Le critiche, i promemoria e le analisi spettano semmai ai giornalisti e Riviera Oggi ha cercato di rispettare questa funzione di ricerca snocciolando le promesse in voga nella lontana campagna elettorale del 2011, quando tutto (nonostante la crisi economica, che c’era pure allora) pareva fattibile, dal dragaggio del porto a una nuova piscina, passando per l’agognata bretella collinare.

A stupire è tuttavia la tempistica di tale iniziativa. Gaspari e la sua giunta sono al quarto anno di governo, ad appena dodici mesi dal fischio finale. Organizzare un incontro pubblico ora è un po’ come alzare la coppa a cento metri dal traguardo. Nessuno ti viene dietro, nessuno ti sorpasserà, eppure hai l’esigenza di esultare prima del dovuto, a conti ancora aperti. Perché?

Tra un anno il bilancio dell’era Gaspari sarà definitivo. Certo, qualche cantiere sarà probabilmente aperto e l’inaugurazione spetterà al suo successore, ma nulla potrà più essere annunciato. Il sindaco avrebbe pertanto consegnato un libro con la parola “fine” stampata all’ultima pagina, con un voto sulla sua esperienza amministrativa senza possibilità di appello.

Ipotizzare che tutta questa fretta sia legata alle elezioni regionali alle porte sarebbe un retropensiero da persone disturbate. Noi, che disturbati non siamo, preferiamo molto più semplicemente tirare in ballo il caso.

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