SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le dimissioni di Urbinati arriveranno la settimana prossima e una volta rassegnate Gaspari dovrà decidere a chi affidare le deleghe lasciate scoperte. Due le ipotesi: una ridistribuzione degli incarichi al resto della giunta, con il Bilancio che potrebbe finire proprio nelle mani del sindaco, o un nuovo ingresso in squadra.

La scelta interna è quella favorita, per un semplice motivo: è la più comoda. A dodici mesi dal termine del mandato non ha senso muovere troppe pedine, col rischio ulteriore di creare ulteriori malumori dentro una maggioranza – ed un Pd – già dilaniato da rancori e mal di pancia.

Se Urbinati venisse rimpiazzato, i democratici pretenderebbero la precedenza per una mera questione di equilibri interni, ma l’esistenza di diverse anime manterrebbe comunque alto il rischio di violenti scossoni.
In questo caso, Gaspari potrebbe nominare un esterno (eventualità remota) o un consigliere comunale (Giulietta Capriotti?), che di conseguenza libererebbe un posto facendo rientrare in gioco Lina Lazzari, prima dei non eletti da tempo in rotta di collisione con l’attuale centrosinistra.

Ci sarebbe poi la civica Città Aperta, con Roberto Bovara che mollerebbe la poltrona a Paolo Forlì, un altro che non garantirebbe al sindaco una stabilità numerica.

“Se rientrassi farei parte della maggioranza, dato che mi presentai in sostegno a Gaspari”, dice Forlì. “Mi ritengo una persona coerente, ma nonostante ciò sarei un consigliere pensante”. L’ex Socialista è stato avvisato dell’eventualità, a riprova che qualcosa in Municipio si sta muovendo.

“Valuterei se è il caso o meno. Mi consulterei con chi mi supportò e mi convinse a candidarmi nel 2011. Mancherebbe un anno, non avrebbe troppo senso. Faccio molta più politica fuori dal Consiglio rispetto a quando ero dentro. La politica è concretezza. Ho realizzato 400 concerti a San Benedetto, questa è politica, non stare sempre sui giornali”.

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