SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Novanta slide per elencare le cose fatte? Non basterebbe una telenovela brasiliana per raccontare tutti i disastri e le incompiute”. A proposito dell’autocelebrazione dell’amministrazione comunale, Forza Italia la butta sull’ironia. “Non ci interessa tanto la segnalazione all’Agcom ma il gesto, che certifica la distanza siderale del sindaco dai cittadini”, dice Pasqualino Piunti.

Per il centrodestra il problema sta nella forma e nella sostanza. “Ormai il Municipio è diventata la sede del Pd, visto che durante le primarie fu il quartier generale della corrente di Ceriscioli. Usano ruoli e sedi istituzionali per campagne elettorali e portare avanti faide interne al Pd”.

Sui temi, Forza Italia si diverte a snocciolare le promesse dimenticate: Ballarin, Grande Opera (poi finita a Grottammare), Piazza San Pio X, nuova piscina, bretella, lungomare, porto, sottostazione e impermeabilizzazione della discarica Sgariglia. Proprio su quest’ultima vicenda, l’opposizione presenterà un’interrogazione in occasione del prossimo Consiglio Comunale.

Ci sono inoltre i tre mostri realizzati e che avremmo volentieri evitato, come le pensiline fotovoltaiche, la cassa di colmata e il rischio di una centrale di stoccaggio del gas. Senza dimenticare il degrado, la sporcizia cittadina ed un turismo in crisi che ci vede superati da Senigallia. D’altronde, se effettui il ripascimento a metà luglio, che t’aspetti?”.

Sull’emergenza portuale, Bruno Gabrielli chiama in causa il rapporto tra il sindaco e il presidente della Regione Spacca: “Per diverso tempo sono stati vicini, lui sperava di far parte della sua squadra per le elezioni e per ovvi motivi non ha mai battuto i pugni sul tavolo. Poi le cose sono cambiate”.

Il 2016 non è lontanissimo e il centrodestra si propone ufficialmente come alternativa: “Ci rivolgiamo ai sambenedettesi: mandiamo a casa questa amministrazione deficitaria, dateci la possibilità di cambiare registro. Ci auguriamo che qualcuno in maggioranza prenda coscienza di questa situazione e si renda conto di esserne stato complice. Se vogliono tirarsi indietro lo facciano ora, dopo non faremo sconti a nessuno”. Eppure, non mancano critiche nemmeno per Urbinati, assessore prossimo alle dimissioni: “Facile lasciare adesso, con una poltrona pronta altrove”.

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