SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Presto la diretta video in merito all’incontro tra Amministrazione Comunale e cittadini nella sala consiliare.

Alcune dichiarazioni di Gaspari: “Sembra che la società esista solo sui social. Esisti se insulti qualcuno su facebook o se denunci. Uno mi ha denunciato: non fare manifestazione, ti intimo di rimuovere manifesti affissi. Capisco che c’è gusto a far risarcire Gaspari, ma non abbiamo manifesti”.

“Errore pensare che ci siano solo i social. Vanno rispettati, ma città è soprattutto altro. Obiettivo di un amministratore è avere coesione sociale. La quotidianità non ci permette di vedere ciò che accade, forse giusto almeno una volta l’anno soffermarsi e dare sguardo d’insieme. Forse si comprendono le azioni fatte. Diversamente, ogni azione presa da sola non dà senso dell’intervento.

Perché il 10 aprile? Perché le elezioni sembrava dovessero tenersi a marzo, poi aprile, poi maggio, poi giugno. Abbiamo preso le informazioni dalle istituzioni. Ma il 10 aprile è una data importante, il 10 aprile 1991 140 persone sono morte a Livorno, tra di loro c’era un cittadino sambenedettese, è uno dei tanti misteri di questa Italia… A San Benedetto il 10 aprile 1991 ci fu una alluvione a causa della scarsa sicurezza sul Tronto, questa è una città che va messa in sicurezza.

Bisogna accendere una candela che seppure con una luce fioca fa più luce di scintillanti critiche.

Nessuno ha mai fatto tanto per l’edilizia scolastica come noi, non c’è edificio scolastico dove non siamo intervenuti non solo per un maquillage di facciata. Se uno vede l’edificio dell’ex tribunale, adesso lo vede impacchettato, ma quello è un impegno per la nuova scuola Curzi, impegno preso da trent’anni.

La crisi in corso ci impone di fare delle scelte, e la crisi impone pochi sì e tanti no. Non si governa per il consenso, è sciocco chi pensa di fare ogni azione per un ritorno in termini di consenso personale. Quando si decide di fare un senso unico in una strada perché la si vuole mettere in sicurezza scattano le peggio critiche.

A chi ci critica dicendo che questa è una città brutta, rispondiamo con i mille che dicono che questa è una città bellissima. Politiche del mare significa anche nuovo pennello sull’Albula, significa anche 250 mila euro per le nuove docce sulla spiaggia dall’Albula a Las Vegas.

Abbiamo bisogno di voi. Anche del mio peggior nemico non posso fare a meno. Ho risposto ad una mail stanotte, di un avversario, l’ho ringraziato, perché la sua critica era feroce. Noi abbiamo la necessità di riconoscerci come comunità, quando si condividono delle cose c’è la comunità. Il calcio non unisce, io amo la Sambenedettese ma quando vado allo stadio mi insultano dicendomi che sono ascolano perché ho avuto la fortuna o la sfortuna di non nascere a San Benedetto. Ci sono le date, che sono un simbolo, il 27 gennaio,il giorno della memoria, il 10 febbraio, i martiri delle Foibe, il 3 febbraio, il 25 aprile, la festa di tutti, il 2 giugno, la festa della Repubblica, il 18 giugno, la liberazione di San Benedetto, il 4 ottobre, festa del patrono, il 23 dicembre, un giorno tragico per San Benedetto.

Possiamo raggiungere qualsiasi obiettivo partendo da questo. Vi ringrazio per aver avuto la pazienza di sopportare questa mia presentazione (ore 19), do la parola a Giuseppe Merlini.

L’amministrazione di una città non può essere demandata ad una persona, non si può pensare che una persona sola possa fare bene o male. C’è bisogno di una coesione e di una condivisione, di una identità, bisogno di sentirsi comunità, solo se partiamo da questo presupposto possiamo raggiungere i fini. Viviamo in una situazione complessa, e siccome al peggio non c’è mai limite…

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