SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Rifondazione Comunista torna a criticare “l’abuso della carica istituzionale” del sindaco di San Benedetto Giovanni Gaspari, “ancora una volta”. In una nota della segreteria provinciale il partito osserva che “come già avvenuto in passato, anche quest’anno il Sindaco di San Benedetto ha ritenuto bene di avviare in piena campagna elettorale una iniziativa di propaganda nella speranza di poter, in questo modo, condizionare il voto alle prossime elezioni regionali. Per il giorno 10 aprile ha infatti convocato un’assemblea (che con grande senso dell’ironia ha voluto chiamare “la città cambia volto”) per illustrare i presunti successi e gli ennesimi annunci sui pochi giorni che restano alla sua amministrazione”.
“L’iniziativa si pone ancora una volta, a nostro avviso, al di fuori di quello che la legge sulla comunicazione in periodo elettorale consente. Come ben chiarito dalla circolare che alleghiamo a questo comunicato ed emessa in data 20 marzo 2015 dalla Presidenza del Consiglio, infatti, in campagna elettorale non è possibile per le istituzioni pubbliche effettuare comunicazione istituzionale che non sia contemporaneamente indispensabile e impersonale. E tale limite entra in vigore “a far data dalla indizione dei comizi elettorali””.
Rifondazione fa notare che “per le elezioni regionali i comizi elettorali sono stati indetti dal Presidente Spacca in data 3 aprile 2015 con un atto redatto a norma di legge regionale “cinquantacinque giorni prima del giorno delle elezioni” [cit. da atto allegato]. Il 3 aprile dunque inizia il “periodo elettorale” all’interno dei quali la propaganda istituzionale è vietata”.
L’iniziativa prevista per il 10 aprile deve dunque essere immediatamente annullata per non incorrere in una nuova sanzione Agcom, come già comminata nel 2013 quando l’esposto dell’allora segretario provinciale si risolse con la condanna dell’ente. Allora il Sindaco pensò bene di deridere la nostra segnalazione per poi soccombere; ci auguriamo che quell’episodio gli sia servito di lezione e che non persista nel suo proposito, infischiandosene come suo solito dei dispositivi di legge, salvo poi incorrere in condanne dei vari organi di controllo, per quanto lievi o tardive, dall’Agcom alla Corte dei Conti”.
“Impossibile non notare, infine, che mentre Pd e amministrazione sono compatti nel condannare chi, al proprio interno, intende abbandonare la carica pubblica rivestita per dedicarsi con maggiore libertà alla propaganda politica, allo stesso tempo sindaco, assessori e consiglieri di maggioranza (in questo senso fin troppo coerentemente) approfittano del proprio ruolo per condurre con mezzi e soldi pubblici la campagna elettorale a favore dei propri partiti. Questa è la solita scorrettezza del Partito Democratico e non ci stancheremo di denunciarla ai cittadini ed alle autorità competenti, nonostante l’opposizione consiliare – come sempre in questi anni – sia ancora assorta nel proprio abituale sonno dal quale prevedibilmente sortirà a due giorni dalle elezioni”.
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