SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si va verso le elezioni regionali marchigiane e uno dei dati più importanti, per garantire la parità effettiva tra i candidati, è la quantità di risorse economiche impegnate per la pubblicità elettorale. Le spese ammissibili sono consentite entro dei parametri di legge, ma ovviamente tra un candidato che ha possibilità (o decide volontariamente, magari) di spendere zero e un candidato che arriva al limite massimo, c’è una differenza notevole.

Di seguito pubblichiamo alcuni dati riferiti alle spese di alcuni sindaci: Giovanni Gaspari di San Benedetto, Enrico Piergallini di Grottammare, Valeria Mancinelli di Ancona. On line non abbiamo trovato i dati relativi a Guido Castelli di Ascoli, città che però supera i 50 mila abitanti. La nostra ricerca, condotta anche nei siti dei comuni con popolazione maggiore della Riviera delle Palme, non ha trovato i dati relativi alle ultime campagne elettorali nei comuni di Monteprandone (Stefano Stracci) e Martinsicuro (Paolo Camaioni) anche se a norma di legge i comuni di piccola dimensione non sono tenute a pubblicare.

Ad Ancona, il sindaco Valeria Mancinelli sostiene di aver speso 16.323,11 euro: qui link dettagliato;

A San Benedetto il sindaco Giovanni Gaspari scrive che la “quota riferibile al candidato” in quanto “spese elettorali sostenute dal partito e/o dalla coalizione di appartenza” è di 520 euro: qui link dettagliato;

A Grottammare il sindaco Enrico Piergallini riferisce nel documento ufficiale, in relazione alle “spese sostenute e agli obblighi assunti in campagna elettorale”, di aver speso 200 euro nella voce “servizi”; qui il link dettagliato.

 

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