Campobasso-Samb. L’attesa per una gara che doveva dare la svolta al campionato della squadra di Bucci e Moneti è diventata una specie di via Crucis in linea con la settimana santa che stiamo vivendo. E sì, perché l’incontro casalingo con la derelitta Vis Pesaro era considerato una semplice formalità in attesa di una gara difficile ma che, se vinta, avrebbe trasformato il periodo più strano della storia rossoblu in un decollo verso una meta che fino al giorno prima sembrava impossibile.

Adesso la gara odierna (credo che sia la prima volta che la Samb gioca di giovedì una partita di campionato) è invece attesa come possibile anteprima allo sfascio totale. Una sconfitta, infatti, rimetterebbe in dubbio anche il terzo posto con conseguenze facilmente immaginabili. Tutta colpa della Waterloo pesarese che nemmeno il tifoso più pessimista e scoraggiato si aspettava.

Ma cosa è veramente successo domenica scorsa? Le supposizioni sono tante, i dubbi anche, qualcuno addirittura non pronunciabile ma con un’unica certezza: l’allenatore Paolucci, per scarsa conoscenza dell’ambiente, per un carattere poco reattivo, per  una confusione tecnico-tattica inspiegabile, non si sta rivelando in grado di dirigere e stimolare una squadra come la Samb in una categoria che non le compete.

In questi casi quando il nuovo allenatore non migliora il rendimento della squadra viene naturale tornare all’antico e cioè a Mosconi per il quale, però, va fatta una breve parentesi. L’allenatore umbro della scuderia Moneti-Arcipreti ha fatto un errore gravissimo con la complicità di qualche mio collega: qualche tempo dopo l’esonero ha rilasciato dichiarazioni ad una pagina locale (di un editore ‘straniero’) per la quale anche il male della Samb diventa uno scoop. La colpa principale è chiaramente di Andrea Mosconi, però.

Una nostra abitudine (credo buona) è quella di essere obiettivi ma anche di proteggere la squadra che amiamo da tutto e da tutti, anche a costo di renderci antipatici e addirittura autolesionisti (meno lettori). Non abbiamo mai riportato le dichiarazioni (se non dopo qualche anno) di chi è stato esonerato dalla Samb. Che sia l’allenatore o dirigente o altro. Per il semplice motivo che le loro parole (vere o non vere, giuste o non giuste) possano mettere zizzania o creare divisioni nell’ambiente rossoblu.

In riferimento all’attualità il mio disappunto è dovuto al fatto che Andrea Mosconi, le stesse dichiarazioni rilasciate ad un altro giornale, le aveva fatte precedente a me. Gli consigliai di non renderle pubbliche sia perché è sbagliato dire dopo cose, che magari andavano dette prima e perché dimostrano insicurezza e scarsa convinzione del lavoro svolto. Ma principalmente perché avrebbero nociuto alla Samb e a lui stesso. Se fosse stato zitto anche perché convinto di aver lavorato bene, oggi la Samb sarebbe tornata nelle sue mani.

Ne sono convinto anche se dopo la sconfitta con una squadra penultima, nonostante il turno seguente molto ravvicinato, andava convinto Ottavio Palladini a prendere in mano la squadra. Una soluzione interna che andava fatta per questi motivi: la conoscenza dell’ambiente (dove trovi un altro allenatore che ha visto fino ad oggi tutte le partite), il costo irrisorio perché già tesserato e un aspetto forse semplicemente scaramantico ma reale: Palladini, allenatore in prima, nel 2011-2012 recuperò nove punti alla capolista Teramo nelle ultime sei gare (gli abruzzesi un po’ avevano mollato, però…) arrivando a 72 punti contro 73, un solo punto in meno dei biancorossi; nel torneo seguente vinse il campionato anche… a dispetto dei santi. Quale occasione migliore per ‘costringerlo’ a rimettersi in gioco?

Mi auguro però che Silvio Paolucci, sin da stasera, inizi a smentirmi per poi continuare nelle restanti cinque gare. Mi cospargerei il capo di cenere ed esulterei con lui ma non nego che su una tale eventualità non sono ottimista, anzi. Il calcio però è strano e può capitare che la clamorosa sconfitta di domenica scorsa abbia toccato così profondamente il carattere di allenatore e squadra da trasformarli in ‘leoni’ come non hanno dimostrato di essere nelle ultime gare, vittorie esterne di Scoppito e Fermo comprese.

Mi auguro anche che i due presidenti tornino a parlare di calcio. Sarebbe stato molto opportuno, per esempio, dichiarare prima della gara, che una vittoria con la Vis Pesaro era la più importante e difficile della stagione. Chi segue il calcio sa che è fatto anche di parole e di psicologia.

Mai io stesso e credo tutto il popolo rossoblu abbiamo desiderato di essere smentiti, come in questa circostanza. Paolucci e C, scuotetevi e fateci chiedervi scusa.

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