SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Movimento 5 Stelle di San Benedetto ha diramato una nota inerente alla recente vicenda dello scalo cittadino. Riportiamo e pubblichiamo un loro comunicato.

“Assistiamo in questi giorni alla situazione ormai nota a tutti: il problema periodico e ciclico legato alla dinamica delle correnti e alla morfologia del nostro porto. Il problema è tutt’altro che irrisolvibile come sanno bene gli operatori della Marineria di Ancona in cui tutto è stato risolto con dragaggio e modifica dell’imboccatura. A San Benedetto del Tronto, che pochi anni fa contendeva con Mazara del Vallo il titolo di primo porto peschereccio italiano (porto classificato di interesse nazionale),  nonostante che il 23 novembre 2012 furono stanziati 4 milioni per il dragaggio, la cosa non è stata affrontata nei dovuti modi, tanto che dopo due anni i soldi sono spariti perché inutilizzati.

Il 7 dicembre 2014 un nostro manifesto, affisso nel nostro consueto banchetto domenicale in viale Secondo Moretti, elencava le date significative di questo periodo.

Eppure la pesca a San Benedetto è una delle principali attività economiche ed intorno ad essa gira un  grosso  indotto,  dalla cantieristica al commercio e a tutte le maestranze che vi operano.

Purtroppo  questi lavoratori sono stati dimenticati dalla politica di San Benedetto, delle Marche e della Nazione che hanno come unico denominatore, la gestione politica-amministrativa a guida Pd.

La zona del porto e la marineria è stata in questi ultimi anni oggetto di grande interesse da parte del Pd che ha calcato in numerose occasioni lo scenario dell’ambito portuale, non alla ricerca di soluzioni per i suoi cittadini e simpatizzanti, ma esclusivamente alla ricerca di una visibilità con fini preelettorali (magnificando le radici marinare) ed è per questo che si è arrivati  all’ordinanza di limitazione del nostro porto da parte della Capitaneria di Porto (atto purtroppo dovuto dai parametri di sicurezza ).

Ecco la politica attenta solo alle poltrone, alle passerelle elettorali: 20 anni di governo regionale, i quasi 10 di questa amministrazione, con un ‘assessore alla pesca forse troppo impegnato a ricerca di una poltrona per Ancona, cucita con la pelle dei nostri marittimi.

Tavoli tecnici aperti da oltre 15 mesi, con tutti gli organismi tecnico-politico amministrativi, con finanziamenti stanziati; carotaggi delle sabbie non avviati, come le procedure per l’avvio dei lavori, per l’eventuale smaltimento delle sabbie, per il finanziamento, stanziamento ed esecuzione dell’opera.

Alla fine dell’ultimo dragaggio (2008) i tecnici dichiararono che tale operazione andava effettuata ogni due – tre anni (intervento di routine allora!).

Il porto? Certamente buono per raccogliere le sabbie contaminate da altri approdi (cassa di colmata), ma non  degno di essere considerato come risorsa primaria della nostra economia o fonte di lavoro per centinaia di famiglie, persone interessanti solo per votare e sostenere il Pd.

Tutto questo cosa ha prodotto? La quasi chiusura del porto!  A San Benedetto del Tronto! Uno dei più importanti porti pescherecci italiani, un tempo primo porto peschereccio! Questa è un’infamia! Atto quasi finale di una dimenticanza o tassello di un altro progetto politico?

La pesca è la storia di San Benedetto e questa chiusura è un’offesa gravissima alla sua storia. Il Movimento 5 Stelle è solidale con tutti i lavoratori coinvolti e condanna le scelte e le procedure di questa politica clientelare e bugiarda, impegnata a sostenere se stessa, modificando leggi elettorali, autoassolvendosi dall’uso improprio di ingenti finanziamenti ai partiti, che non ha trovato la voglia, e il tempo di risolvere i problemi della marineria e della nostra Città.

In tutti questi anni si è insabbiato il porto, il turismo, il commercio, l’industria e una città intera, nell’indifferenza di tutti. Per questo bisogna ripartire dalla gente e dai semplici cittadini che dovranno corciarsi le maniche come hanno fatto i nostri nonni nel dopoguerra. Il Movimento 5 Stelle è pronto e si rende disponibile fin da subito per farlo insieme a tutti i concittadini.

Gli attuali politici hanno offeso la città, la sua storia, i sambenedettesi tutti. Essi si sono dimostrati indegni delle nostre radici culturali. Si sono dimostrati altro. Qui ci sono responsabilità oggettive e persone che devono affrontare e assumersi le inevitabili conseguenze: c’erano 4 milioni per il dragaggio del porto e non si è fatto nulla. Costoro devono rimediare immediatamente altrimenti devono accollarsi l’intero ammontare dei danni che questa scelleratezza ha provocato. E poi andarsene! Definitivamente! Siamo stufi dei continui oltraggi”.

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