In replica alle recenti dichiarazioni del capogruppo di Grottammare Futura.

 

“In qualità di Sindaco è mio dovere principale fare di tutto per garantire l’incolumità pubblica”.

 

GROTTAMMARE – Il sindaco di Grottammare Enrico Piergallini risponde alla nota stampa del gruppo Grottammare Futura inerente l’abbattimento dei pini nella Pineta Ricciotti (leggi qui).

Sono deluso dalla nota di Grottammare Futura sull’abbattimento dei pini di Pineta Ricciotti; nonostante la diversa militanza, personalmente ho stima di alcuni esponenti del gruppo: per questo non mi sarei mai aspettato su di un argomento così importante una nota tanto grossolana e irresponsabile, probabilmente la più superficiale e meno documentata tra quelle prodotte finora, soprattutto lontana, lontanissima dalla realtà.  Occorre che Grottammare futura ritorni sulla terra e si renda conto finalmente di cosa sia accaduto in questi giorni di maltempo terribili per tutta l’Italia. Ancora oggi io ringrazio il cielo che nessuno si sia ferito gravemente; altre Città purtroppo sono ancora in lutto.

Cominciamo con un po’ di dati oggettivi, che Grottammare Futura dimostra di non conoscere. La pineta Ricciotti non è stata abbandonata, ma è stata oggetto negli ultimi anni di due interventi di potatura e messa in sicurezza: uno nel 2011, l’altro più circoscritto ma recentissimo nel 2013. Entrambi gli interventi non sono stati compiuti dagli amministratori – che non hanno le competenze per salire sugli alberi e potarli con le loro mani, ovviamente – ma da personale specializzato, per il quale il gruppo di Grottammare Futura non manifesta alcun rispetto.

I pini abbattuti (oltre ai 3 crollati durante la tempesta di vento) sono 30, su un totale indicativo di più di 1000 esemplari presenti soltanto nel perimetro urbano. L’intervento è stato motivato da due ordini di ragioni. In primo luogo, eliminare gli esemplari la cui stabilità è stata compromessa dai recenti fenomeni meteorologici o che, indipendentemente da questi, presentino un alto rischio di crollo; in secondo luogo preparare l’intervento di asfaltatura che interesserà via Verdi e via Cavour. Da anni queste due vie che costeggiano la pineta Ricciotti versano in pessimo stato: il manto stradale è stato completamente deformato dalle radici dei pini, creando buche e gobbe molto pericolose per la viabilità di mezzi e pedoni. Questo intervento di asfaltatura deve essere inevitabilmente preceduto da un taglio dell’apparato radicale delle piante, a tal punto deciso da pregiudicarne la stabilità. Da qui la necessità dell’abbattimento. Ricordo che la sistemazione di questi tratti stradali era una priorità del quartiere ed è per noi un piccolo successo essere riusciti a finanziarla di questi tempi.

Ogni abbattimento ha seguito le procedure previste per legge, è stato preceduto da un’analisi dell’agronomo comunale ed è stato comunicato alla Forestale. Altro che superficialità della decisione! Amministrare significa decidere e decidere di abbattere un albero è sempre molto difficile; d’altra parte è profondamente ridicola l’idea che gli amministratori grottammaresi si alzino la mattina con il chiodo fisso di abbattere i pini! Lo eviteremmo volentieri, non fosse altro che per la fatica richiesta: interventi simili sono molto laboriosi, assorbono risorse economiche e umane, che se potessimo destineremmo altrove.

La verità è un’altra: la Pineta Ricciotti e la Pineta del Lungomare devono essere osservate speciali;  soltanto negli ultimi due anni sono avvenuti cinque crolli improvvisi, senza calcolare quelli provocati dal maltempo: quattro dei cinque in piena estate, senza pioggia o vento, imprevedibili. Poche le conseguenze, qualche danno alle auto, per fortuna nulla di più (ma in un caso un passante in bicicletta l’ha scampata per pochi secondi…). Purtroppo alcuni pini sono vere e proprie “spade di Damocle”, come li ha definiti un lettore di un noto quotidiano on line. Anche per questo da un anno abbiamo intrapreso un massiccio intervento di sistemazione del verde e di messa in sicurezza che ad oggi conta più di 1200 interventi. Una campagna storica, nonostante le poche risorse che abbiamo a disposizione.

Occorre ricordare a Grottammare Futura che ad Urbino una signora è morta per il crollo di un pino, colpita mentre scendeva da un autobus? Oppure che a Roma un uomo è stato schiacciato nella sua auto dalla caduta di un albero. Nel 2015 non si può morire così. In qualità di Sindaco è mio dovere principale fare di tutto per garantire l’incolumità pubblica: non riuscirei più a dormire la notte, se nel mio mandato qualcuno morisse nelle pinete dove giocano i nostri figli e i nostri nipoti, dove tutti andiamo per leggere, riposare, passeggiare o fare un pic-nic. Su questo argomento non si può filosofeggiare – come fa il gruppo Grottammare futura – e sarebbe da irresponsabili indugiare oltre: nei casi dubbi, attestati dagli esperti, meglio recidere un pino che rischiare una tragedia.

Inizieremo poi il tempo della ripiantumazione. Tra il 2015 e il 2016 interverremo nelle pinete del centro, per piantare alberi giovani e ridare ad esse vigore. Da qui un invito che voglio rivolgere al gruppo Grottammare Futura: i nostri progetti sono sempre aperti ai suggerimenti concreti, onesti e intelligenti, a prescindere dall’appartenenza di chi li propone. Se il gruppo ha delle idee a riguardo, sa dove trovarmi: credo fermamente che nelle decisioni importanti la Città debba essere unita; oppure possono continuare a stare seduti su una sedia, pensando che Grottammare si possa amministrare soltanto scrivendo al computer. A loro la scelta.

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