SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riportiamo di seguito una nota di Guido Barra, presidente dell’associazione Noi Samb.

Cari fratelli rossoblu, mi rivolgo a voi perché sento il bisogno di esprimere il mio stato d’animo a seguito di una settimana tutt’altro che facile. Da quando sono presidente di questa Associazione ho avuto modo di conoscere tanti “malati di Samb” come me e mi sono reso conto di quanto sia faticoso, ma allo stesso tempo stimolante provare a diffondere il modello del supporter trust nella nostra città, ferita per 4 volte negli ultimi 20 anni eppure ancora in piedi. Nel momento in cui decisi di imbarcarmi in questa esperienza insieme agli altri membri fondatori sapevo che avremmo affrontato difficoltà di ogni sorta, tolto tempo alle nostre famiglie, trascurato in parte il nostro lavoro e avremmo dovuto sopportare voci malevole, pregiudizi spietati e opposizioni più o meno velate.
Oggi come ieri rimango convinto che ogni critica può aiutarci a migliorare, ogni sbaglio è un’occasione da cogliere, ogni discussione può renderci più forti. Ciò che non riesco a comprendere (però) è il comportamento di chi continua tenacemente a gettare fango sull’Associazione nei luoghi e nelle occasioni più disparate.

In primis tengo a precisare che non ho intenzione di acquistare o diventare il prossimo Presidente della Sambenedettese per un semplice motivo: ho sposato due anni fa il progetto dell’azionariato popolare e l’unico modo per vedermi entrare in società sarà come membro dell’Associazione Noi Samb. Probabilmente ho scelto una strada lunga e in salita, ma continuo a credere che sia quella giusta per garantire un futuro luminoso al nostro grande amore.

Per quanto riguarda il settore giovanile voglio precisare una volta per tutte. Da troppo tempo permane uno stato di confusione che resiste ai continui chiarimenti e rischia di dare adito a dubbi infondati: Noi Samb gestisce e non detiene il settore giovanile. Questo è di proprietà della Sambenedettese Calcio, alla quale noi consegniamo soldi che servono al suo mantenimento e alla gestione. I ragazzi del nostro settore giovanile sono tesserati per la Sambenedettese Calcio, non per l’Associazione. L’idea di voler destinare i nostri soldi in questa direzione è stata discussa e votata a maggioranza due anni fa: un settore giovanile florido è un tassello fondamentale per restituire credibilità e futuro alla Samb.

Dover chiarire questi due aspetti non mi avrebbe provocato di certo amarezza, se non mi avessero messo al corrente di un messaggio pervenuto alla trasmissione “Cuore D calcio” dell’emittente Vera Tv. In questo messaggio si è tentato di gettare fango nella maniera più riprovevole possibile non solo su di me, ma anche su tutta l’Associazione. A poche settimane da una nostra conferenza stampa, nella quale presentavamo ai giornalisti il rendiconto di tutte le nostre spese affrontate nei due anni, siamo accusati di utilizzare i soldi dei nostri associati per finanziare un’attività locale. Voglio essere chiaro: mai avrei pensato che qualcuno avrebbe avuto il coraggio e la malafede di dire una cosa del genere. Forse quelle persone che si divertono a denigrare il nostro lavoro non hanno mai partecipato ad una nostra riunione. Forse non si rendono conto che danneggiare l’Associazione vuol dire danneggiare la Samb, dal momento che ogni nostro euro raccolto è destinato alle casse rossoblu. Forse queste persone trovano divertente gettare discordia tra chi cerca di unire in nome della Samb. Avremmo potuto fare di più in questi due anni? Sicuramente. Abbiamo commesso degli errori? Siamo umani, mi sarei stupito del contrario. Ma in nessun modo potrò mai tollerare che venga messa in discussione la buona fede delle nostre azioni. Questo non lo accettiamo.

Il nostro progetto non può essere minato da tali, infondate e gravissime, illazioni. Noi Samb non è Guido Barra né il direttivo: Noi Samb siamo tutti noi che, con impegno e sacrificio, portiamo avanti il sogno di riportare il tifoso al centro del calcio.

Alla luce delle tante parole spese per screditare l’Associazione mi trovo costretto a diffidare chiunque (giornali e testate radiotelevisive in particolare) dal parlare di Noi Samb muovendo vili accuse o velate dietrologie. Se questo dovesse accadere ancora ci riserveremo il diritto di procedere nelle più opportune sedi.

Questo è un gioco al massacro che fa male a noi, alla Samb dei presidenti Bucci e Moneti e alla città e deve finire prima che diventi una spregevole abitudine.

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