SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Vedremo, valuteremo il da farsi. L’interfaccia non siamo noi, ma la Regione. La Capitaneria si era data una scadenza, ricordiamoci che il provvedimento è legato alla sicurezza delle persone e di chi opera”. Lo dice il vice-comandante Giuseppe Marzano, in merito alla richiesta del sindaco Gaspari di posticipare l’avvio dell’ordinanza sul porto che dalla settimana prossima limiterà l’ingresso e l’uscita alle sole imbarcazioni aventi un pescaggio non superiore ai 3 metri.

“Chiedo di rinviarla di qualche giorno”, ha dichiarato il primo cittadino. “La percentuale dei rischi rimarrebbe per i marittimi uguale. Intanto potrei chiedere al Prefetto d’intervenire sugli organi preposti. Ho parlato con il dirigente dell’Arpam per accorciare i tempi”.

A dicembre fu siglato un protocollo d’intesa tra Comune, Regione, Capitaneria, Provveditorato interregionale delle opere marittime di Ancona e la stessa Arpam. Nel documento si ribadiva la volontà di “lavorare in maniera sinergica per adeguare la struttura portuale sambenedettese alle esigenze degli operatori, garantendo l’accessibilità e la sicurezza delle imbarcazioni”. In quella occasione l’assessore regionale Giorgi aveva messo a disposizione fondi regionali pari a 100 mila euro che insieme a fondi comunali pari a 50 mila euro dovevano bastare per avviare azioni propedeutiche al dragaggio vero e proprio.

Durante l’infuocato incontro di giovedì pomeriggio, Gaspari se l’é presa coi troppi enti che agiscono sulle vicende portuali: “Un detto dice che quando ci sono tanti galli a cantare non si fa mai giorno. Per fare un intervento che fa sorridere, come la sistemazione delle bitte e degli anelli, attendiamo dal 2008. Questa Italia non funziona. Tre anni fa mi recai a Pescara dal vecchio sindaco; si teneva un incontro coi pescatori, inferociti quanto voi. La situazione del porto era drammatica. Tutti i porti stanno nella stessa condizione. A Pescara per l’intervento hanno atteso più anni di noi. Ci abbiamo messo un anno e mezzo per sbloccare il progetto del pennello per colpa del rospo smeraldino. Se ci dessero la possibilità, saremmo disposti ad anticipare i soldi. Ma essendo un porto statale è il Ministero alle Infrastrutture che deve autorizzare”.

Il vice-ministro Nencini è stato pertanto evocato più volte. “Lo informammo che occorrevano 4 milioni per il dragaggio – ha ricordato il sindaco – ci replicò che ne avrebbe messi a disposizione 2. Se uno mi dice una cosa io tendo a credergli”.

Nel frattempo la polemica ha varcato i confini politici. Gian Mario Spacca, forse ignaro della situazione, ha scelto infatti la giornata più bollente per la marineria rivierasca per elogiare il Festival di Anghiò di San Benedetto, che rappresenterà l’eccellenza del Piceno all’Expo. La mossa non è passata inosservata all’esponente del Pd Gianluca Pompei, pronto ad illustrargli le preoccupazioni dei marinai e a rinfacciargli ogni responsabilità. “E’ vergognoso – ha commentato stizzito il governatore – che le lentezze della macchina politica e burocratica vengano scaricate sulla pelle di chi fa già un lavoro durissimo“.

Della serie: la colpa è di tutti e nessuno.

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