SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Intorno alle 16.30 del 26 marzo una sessantina di marittimi sono entrati nel Comune di San Benedetto del Tronto. Alle 18 si è concluso l’incontro tra il primo cittadino Giovanni Gaspari e la delegazione marittima accorsa in municipio. Presenti anche il vice comandante della Capitaneria di Porto Giuseppe Marzano e l’assessore Fabio Urbinati.

Il primo cittadino ha richiesto alla Capitaneria di Porto di posticipare l’ordinanza (le motivazioni sono presenti nel dialogo riportato). L’incontro è stato particolarmente acceso. I marinai hanno esposto più volte le loro problematiche inerenti alla sicurezza. Oltre all’ordinanza, c’è il problema dello spostamento della sabbia. “Troppa burocrazia” ha dichiarato Giovanni Gaspari. I tempi non sarebbero, quindi, brevi per dare il via ai lavori di trasferimento.

A microfoni spenti altre proteste di alcuni pescatori. “Gli amministratori non si vedono mai, vengono solo ai funerali e alle inaugurazioni. L’unico che si è dato da fare e che ci è stato vicino negli anni è stato l’allora assessore Lorenzetti. Veniva al porto e si confrontava. I successori sono stati inesistenti”.

Di seguito riportiamo i momenti salienti dell’acceso confronto avvenuto in sala consiliare.

Gaspari: “Sono dispiaciuto del fatto che il vostro lavoro non è svolto in sicurezza e che avete perso un giorno di lavoro. Ho assunto un impegno nel pomeriggio del 25 marzo. Il Comune sta dalla parte di chi lavora e di mettere in sicurezza i lavoratori. Stiamo dalla parte dei pescatori. Se voi mi dite di protestare, io sono con voi. Ma prima bisogna organizzarci per evitare pasticci. Ieri ho detto che il pontone sta facendo dei lavori, il pennello para sabbia. Dove spostiamo la sabbia? Il problema è di natura ambientale. La sabbia la vorremmo spostare alle radici del Molo Sud. Per fare ciò serve un’autorizzazione. Ho parlato con il dirigente dell’Arpam per accorciare i tempi e ottenere l’autorizzazione. Stiamo cercando di fare il prima possibile questi lavori che riguardano 25 mila metri cubi di sabbia. L’ordinanza non è stata ancora resa esecutiva. Un carotaggio ha una validità di 12 mesi, non l’abbiamo inventato noi. Oggi è trascorso un anno (novembre 2013). Vorremmo accelerare i tempi per intervenire tempestivamente. Abbiamo bisogno del carotaggio. Ma ci sono impedimenti burocratici”.

Marittimi: “Dobbiamo tutelare i nostri lavoratori. Dobbiamo lavorare e stare in sicurezza. Il porto è in sicurezza ora? Noi non abbiamo voce in merito. Noi rischiamo le nostre vite. Vogliamo solo risposte. Vogliamo sapere se il porto è in sicurezza. A noi hanno detto che l’ordinanza da lunedì sarà esecutiva. Se succede una disgrazia, nonostante le vostre raccomandazioni e tutele, rispondiamo noi Comandanti. Subiamo noi le conseguenze. Le assicurazioni non ci coprirebbero. A San Benedetto ci sono barche in legno e ferro. In ferro, per superare la sabbia, prendono la rincorsa per superarla. Chi ha la barca in legno danneggia eliche o altri componenti dell’imbarcazione. Il vice comandante Marzano ci ha detto che l’iter prevede un mese di tempo prima dei lavori. Vorremmo che il tempo fosse minore perchè noi non ne abbiamo. Abbiamo famiglie da mantenere. Non possiamo rimanere a casa. Dobbiamo lavorare. E dobbiamo avere la ‘sicurezza’ nel nostro lavoro. Sembra che qualsiasi ente casca dalle nuvole. Sono anni che segnaliamo questi disagi e problemi. Noi rischiamo i capitali e la vita. Queste sono le nostre responsabilità. Voi dovete assumervi le vostre responsabilità. Cosa è stato fatto fino ad ora? Niente. Noi adesso stiamo lavorando rischiando le nostre vite”.

Marzano: “Sono anni che segnaliamo questa anomalia agli enti di competenza. Fino al 2008 si dragava ogni 2 anni. Questa scadenza non è stata più rispettata e l’abbiamo segnalato più volte. La nostra ordinanza avvisa che il fondale è cambiato e che per sicurezza solo un certo tipo di barche possono entrare e uscire dallo scalo. Per chi lo riteneva necessario, abbiamo anche disposto la possibilità di trasferirsi in altri porti”.

Marittimi: “Noi non vogliamo andare via dal porto di San Benedetto del Tronto. Assolutamente no. Quello che chiediamo è una soluzione provvisoria ma comunque efficace”.

Gaspari: “Ho chiesto alla Capitaneria di rinviare la firma dell’ordinanza di qualche giorno. La percentuale dei rischi rimarrebbe a voi uguale. Rimarrebbe il limite a tre metri e mezzo. In quei giorni potrei chiedere al Prefetto d’intervenire sugli organi preposti per ‘parare’ le spalle a tutti quanti. Vorrei trovare un modo per mettere in sicurezza tutti gli addetti in quel lasso di tempo che serve per avere l’autorizzazione di spostare i 25 mila metri cubi di sabbia. Il provveditore, unico referente della situazione, mi è parsa una persona competente e disponibile nel risolvere il problema. Vorremmo trovare qualcuno, il più presto possibile, che ci può fare il carotaggio. Comunque faremo un intervento di somma urgenza. Ci serve il tempo tecnico”.

Marittimi: “Noi non abbiamo più la pazienza di temporeggiare. Non abbiamo un mese di tempo. Come siamo arrivati a questo punto nonostante le segnalazioni della Capitaneria di Porto? Cosa non va?”.

Gaspari: “Non va che sulle problematiche dei porti insistono troppi enti. Tutti gli scali sono nella stessa condizione. La situazione di Pescara è stata risolta dopo aver atteso tanti anni in più rispetto ai noi”.

Marittimi: Ma i soldi? I soldi a disposizione erano quattro milioni e poi sono divenuti due. Perchè comunque nessuno ha visto questa somma?”

Gaspari: “I soldi non sono mai andati al Provveditorato e per questo non sono stati eseguiti i lavori. Questo sappiamo. A me avevano riferito che c’erano due milioni e mi sono fidato di quello che mi ha detto il Vice Ministro delle Infrastrutture”.

 

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