SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riportiamo e pubblichiamo un comunicato, giunto in redazione, da parte di Rifondazione Comunista inerente all’ordinanza emessa dalla Capitaneria di Porto.

“Apprendiamo con stupore del provvedimento che la Capitaneria di Porto di San Benedetto del Tronto ha emanato in merito alla situazione del fondale del porto della nostra città. Siamo solidali con i pescatori sambenedettesi che di fatto, grazie al tardivo interesse verso il problema di chi doveva occuparsene (le istituzioni regionali e anche comunali), sono estromessi dall’usufruire del porto di San Benedetto e costretti a non lavorare oppure aspostarsi in altre strutture con evidenti danni all’economia del mercato ittico e a tutto l’indotto che ha la propria centralità nell’attività di trattamento del pescato.

Tutto questo è inaccettabile e un ulteriore colpo all’economia della nostra città già fiaccata dalla crisi economica che il nostro paese sta attraversando da anni. Ovviamente la Capitaneria di Porto, se criticabile nei metodi, non di certo è responsabile della situazione dei fondali del nostro porto. L’ultima volta che il porto è stato dragato era al potere la giunta Martinelli! Possibile che in tutti questi anni di regno dell’amministrazione Gaspari non si sia trovato il modo di programmare e prevedere un nuovo intervento per evitare che si potesse arrivare a questo punto? E l’amministrazione Regionale? Anche se ha stanziato dei fondi come mai non c’è una data di inizio dei lavori? cosa bisogna attendere ancora? Il Pd, che è responsabile del governo della città e della regione, farebbe meglio a occuparsi più di queste cose e della situazione economica e occupazionale generale invece di perdere tempo e credibilità nelle lotte interne di potere che si sono viste sui giornali negli ultimi tempi!

Basta usare i problemi dei nostri territori per scontri interni tra fazioni! Chiediamo che si intervenga velocemente e che si faccia il dovuto per evitare un nuovo smacco alla città di San Benedetto”.

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