SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel pomeriggio del 23 marzo, in Municipio, si è svolta la prima riunione del tavolo di lavoro sulla “movida”. Questo organismo è nato su impulso dell’assessore alla partecipazione Luca Spadoni che si è detto disponibile a coordinare tutti i soggetti a diverso titolo coinvolti nella gestione delle problematiche legate della cosiddetta “movida”, ovvero i fenomeni sociali che si sviluppano attorno alle attività di somministrazione di alimenti e bevande del centro cittadino e, d’estate, del lungomare.

All’incontro erano presenti, oltre all’assessore Spadoni, Giovanni Filippini dell’associazione coordinamento nazione “No degrado Malamovida”, Walter Liberi dell’associazione “Fermiamo Capitan Fracassa”, Sandro Assenti di Confesercenti, Gianni Iacoponi di Confcommercio, Gaetano De Panicis di AssoAlbergatori, Giuseppe Ricci di Itb Italia, Rosalba Rossi di Confindustria Assobalneari e Pierfrancesco Troli per i Comitati di quartiere. Del tavolo fa parte anche l’associazione Piceno Turismo.

Questo primo incontro ha portato ad un confronto sulle problematiche legate al fenomeno della movida, partendo dall’assunto condiviso da tutti i partecipanti che vadano contemperati i vari interessi in gioco: da un lato il diritto al riposo e alla quiete dei cittadini residenti nelle zone più “calde”, dall’altro assicurare il diritto di impresa dei titolari delle attività commerciali.

Dalla riunione sono uscite due proposte: invitare al tavolo un rappresentante dei locali del centro cittadino e, considerando che sono emerse esigenze di chiarimento rispetto agli aspetti normativi e sanzionatori che il Comune può mettere in atto in casi di violazioni del rispetto pubblico e nella gestione delle attività commerciali, la prossima settimana si terrà un incontro con dirigenti e funzionari competenti in materia.

“E’ stato un primo incontro – spiega Spadoni – tutti gli attori hanno evidenziato il proprio punto di vista in merito al fenomeno. Credo che questo comitato parta con lo spirito giusto, quello di una collaborazione tra chi esprime punti divergenti con un solo obiettivo: trovare punti in comune che possano permettere a tutti di esercitare i propri diritti senza ledere quelli altrui ed anche se possibile mettere in campo azioni comuni per fronteggiare gli aspetti più problematici del fenomeno”.

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