SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Per la Samb inizia tutto facile: due giri di lancetta e si è già in vantaggio con un bel gol di Fedi, sostituto odierno dello squalificato Borghetti. La rete non scalda troppo il pubblico di casa, giustamente amareggiato e demotivato per un campionato che sembra già aver scritto il suo verdetto principale. Il resto sarà play-off, eventuali, e ripescaggi, chissà.

Paolucci continua la sua riconversione, mettendo oramai in soffitta il 4-3-3 “mosconiano” per affidarsi anche il casa al 4-4-2, anche se con Alessandro (a sinistra) e Baldinini (a destra) pronti a proiettarsi avanti, in fase offensiva, e disegnare un elastico 4-2-4. Dietro però si continua a rischiare, con Moretti che spara alto tutto solo davanti a Fulop, e un paio di contropiede evitabili (anche se a Baldinini viene annullato un gol parso regolare). Sale con il passare dei minuti il San Nicolò, che sembra squadra più organizzata mentre la Samb, che comunque continua ad avere buone occasioni, è formazione più nervosa, affidato all’estro di Napolano, Baldinini e Carteri. Alessandro, invece, costretto ad un ruolo di ripiego, lascia pericolosamente solo Lobosco, il quale soffre tantissimo Chiacchiarelli.

È anche la giornata del grande riscatto di Fulop (applauditissimo), determinante in almeno tre occasioni con interventi prodigiosi (e anche Pepe lo aiuta con un salvataggio sulla linea). Da applausi una sua uscita che ha arpionato dai piedi di Moretti una palla che sembrava destinata alla rete. Peccato davvero che l’episodio di Macerata lo abbia relegato in panchina, anche perché la girandola di numeri uno ha poi causato la perdita di almeno 3-4 punti, che sarebbero stati determinanti per restare agganciati al Fano e sperare in un crollo della Maceratese che comunque non sembra arrivare.

La ripresa inizia con una modifica tattica di Paolucci, che sposta l’incomprensibile Alessandro sulla fascia destra e retrocede Napolano sulla corsia sinistra, probabilmente per aiutare nella copertura Lobosco: si passa ad una sorta di 4-1-4-1, ed effettivamente dietro si inizia a soffrire meno, e addirittura Napolano colpisce l’incrocio dei pali con una conclusione defilata da 40 metri. Il pubblico rumoreggia e contesta, quando Alessandro viene sostituito per far entrare D’Angelo gli applausi sono pochi, i fischi non troppo energici ma evidentemente esasperati.

Ci pensa Napolano a mettere il risultato in sicurezza con un altro bolide, su punizione, da 35 metri. A quel punto la partita cambia, un incredibile rigore non viene concesso per fallo del portiere ospite su D’Angelo (l’arbitro non fischia per il vantaggio!). In attacco il San Nicolò non arriva più alla conclusione, e ci si chiede come sia possibile questa gran differenza tra le due frazioni di gioco, e se il merito sia della Samb o se gli ospiti abbiano finito l’ossigeno, anche se nel finale ha un paio di opportunità per segnare il gol della bandiera.

Finisce con un applauso a tutti i giocatori, soprattutto a Fulop, portiere completamente recuperato, mentre gli ultras della curva restano più freddi.

Per la Samb si tratta della terza vittoria consecutiva, “tripletta” già avvenuta due volte quest’anno, mentre l’agognato poker è sempre sfuggito. Ma la partita più interessante, come al solito, sembra giocarsi non nel campo di gioco ma sulle scrivanie degli uffici.

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