SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Un nome per la Regione? Io voterò Perazzoli”. L’annuncio a sorpresa arriva da Giovanni Gaspari, che mercoledì sarà chiamato ad esprimere il suo parere in merito al candidato sambenedettese da scegliere per Palazzo Raffaello.

Una scelta che però non deve ingannare. Questa infatti nasconde una profonda critica politica, che acuirà certamente la spaccatura già netta con l’ex primo cittadino. “Penso che Perazzoli debba ricandidarsi. Per cinque anni non è riuscito a fare niente per la nostra città, i prossimi cinque farà per forza bene. Questo periodo gli è servito per capire”.
Le votazioni, palesi, riguarderanno gli iscritti dei tre circoli. Parte la sezione nord sabato pomeriggio, a cui seguiranno il centro domenica e Porto d’Ascoli proprio mercoledì.

“Non posso pensare che Paolo sia andato a fare il consigliere regionale per ragioni che non fossero legate alla sua funzione. Noi facciamo politica non per vitalizi o indennità, bensì per una missione”.

Perazzoli, dal canto suo, ha annunciato più volte di non voler bissare l’esperienza in Ancona, aprendo al contrario ad un clamoroso ritorno in Municipio. Che dietro alla strategia di Gaspari si nasconda la volontà di allontanare questo rischio? “Candidarsi a San Benedetto non è difficile – risponde il sindaco – bisogna vedere piuttosto con chi. Lo puoi fare con una lista civica, ma se uno volesse farlo con un partito sarebbe diverso. E’ il partito a decidere e attualmente mi risulta che Perazzoli sia ancora del Pd”.

Come più volte spiegato, il 50% dei posti disponibili per la Regione andranno riservati alle donne. “Di valide ne abbiamo tante – conclude il primo cittadino – tuttavia dobbiamo tenere conto di tutta la provincia. Oltre la costa c’è la vallata, la montagna, l’ascolano. Personalmente ritengo valide persone come Margherita Sorge, Sabrina Gregori e Giulietta Capriotti. Potrebbero fare bene”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.185 volte, 1 oggi)