SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Illustrati gli obiettivi del nuovo Centro del Riuso di contrada Monterenzo, struttura adibita alla riqualificazione commerciale di tutti quei beni che, a causa del loro scarso utilizzo, sarebbero altrimenti destinati alle discariche. L’inizio delle attività di questo sito sperimentale, frutto di finanziamenti europei e degli sforzi del comune e della Picenambiente, sarà inoltre accompagnato da una serie di incontri con i comitati di quartiere della città, organizzati in collaborazione con il Circolo Legambiente di San Benedetto del Tronto, volti a sensibilizzare i cittadini sulla corretta gestione del ciclo dei rifiuti.

“Il Centro del Riuso – ha spiegato Paolo Canducci, assessore all’ambiente – è parte integrante del progetto europeo Prisca, iniziativa che cerca di verificare l’impatto ambientale, sociale ed economico delle pratiche incentrate sul riutilizzo di tutti quegli oggetti che possono avere ancora una seconda vita sui mercati”. Il sito di contrada Montemarenzo diventerà quindi il banco su cui testare l’adozione di un simile modello di gestione dei rifiuti.

“L’unicità di questo nuovo servizio offerto ai cittadini, che si affiancherà al riciclaggio, – ha poi proseguito Canducci – sta nella sua autosufficienza”. A differenza di altre strutture presenti in Italia, il Centro del Riuso non verrà sovvenzionato pubblicamente, ma si autofinanzierà attraverso i contratti già stipulati con i grossisti dell’usato locali e internazionali e grazie alle vendite del suo show room. La donazione da parte dei privati cittadini dei beni non più utilizzati ma in buono stato, oltre a ridurre la mole di prodotti di scarto da smaltire nelle discariche, alimenterà così quella che viene definita un’economia circolare.

L’importanza di un simile progetto, ha infine concluso Canducci, risiede anche nelle ricadute sociali che esso comporta. La cooperativa sociale Hobbit, infatti, partner unico nella gestione del Centro del Riuso, ha già assunto due giovani disoccupati e si avvale, a vario titolo, dell’aiuto di diverse persone con problemi mentali, di tossicodipendenza o di disabilità, che, proprio grazie al lavoro svolto nel centro, potranno completare il loro percorso di recupero o sentirsi parte attiva della comunità.

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