SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Non mangiano da giorni e non riusciamo più ad avere un contatto con loro”. Questo è stato riferito dall’Italifish di Martinsicuro, all’Ansa, riguardo alla questione dei due marittimi arrestati in Gambia. Le condizioni fisiche e psicologiche del sambenedettese Massimo Liberati e di Sandro De Simone (di Silvi) non sarebbero affatto buone.

La moglie del capitano abruzzese ha lanciato un disperato appello: “Mio marito rischia di morire” – ha detto all’Ansa – quel posto è come un lager: sono senza servizi igienici e senza cibo, neanche l’assassino più feroce viene trattato così. Sto male solo all’idea che lui stia subendo queste cose da tanti giorni. Chiediamo l’aiuto di Renzi e del ministro degli Esteri, affinché intervengano”.

L’imbarcazione Idra Q. è finita sotto sequestro per la presunta violazione delle dimensioni delle maglie di una rete. Dopo una decina di giorni in stato di fermo, il 2 marzo sono stati arrestati i due marittimi italiani a conclusione di quella che la società armatrice Italfish definisce una “udienza sommaria”.

AGGIORNAMENTO

Il vice ambasciatore d’Italia a Dakar (Senegal), responsabile per il Gambia, Domenico Fornara, sarà il 9 marzo a Banjul per visitare in carcere Sandro De Simone e il sambenedettese Massimo Liberati.

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