SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Preoccupante resoconto effettuato dalla società armatrice dell’Idra Q all’Ansa. “I due pescatori italiani arrestati in Gambia non sono in buone condizioni né fisiche né mentali, sono rinchiusi in celle sovraffollate, senza bagni e senza acqua. Si trovano in due bracci diversi del carcere, reclusi con veri criminali”.

L’Italfish ha riportato la testimonianza della visita del console al sambenedettese Massimo Liberati e Sandro De Simone (di Silvi). “La situazione si fa sempre più preoccupante e non vorremmo che si trattasse di un nuovo caso Marò’” ha affermato la società di Martinsicuro.

“Le condizioni igieniche sanitarie del carcere – secondo quanto riferito dal console onorario in Gambia – sono estremamente scarse.  Nelle celle sono rinchiuse anche fino a 20 persone”.

Il console onorario in Gambia è la prima persona che i due pescatori italiani hanno potuto incontrare dal giorno dell’arresto dopo dieci giorni passati in stato di fermo. L’imbarcazione era finita sotto sequestro per la presunta violazione delle dimensioni delle maglie di una rete. In Africa sono al lavoro due rappresentanti della società armatrice, uno a Dakar (Senegal) dove si trova l’ambasciata competente per territorio, e l’altro in Gambia.

L’obiettivo è di ottenere la revoca del provvedimento di arresto e il rilascio dei due marinai. A bordo dell’imbarcazione era presente anche il nostromo Vincenzino Mora, di Torano ma residente a Martinsicuro, non coinvolto nella vicenda giudiziaria.

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