SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Da vecchio sindacalista, Gaspari dovrebbe prendere le difese delle aziende che hanno lavorato alla messa a norma dello stadio”. Pierluigi Tassotti torna all’attacco del primo cittadino in merito alla vicenda del Riviera delle Palme.

Noi vogliamo ristabilire la verità e risarcire tutte le ditte che non hanno preso soldi. Ci sono imprese che hanno chiuso a causa di questa situazione. Ma il sindaco sembra stare dalla parte dei poteri forti”.

L’accusa dell’esponente di Forza Italia arriva nel giorno della replica dei berlusconiani all’affondo dello stesso Gaspari, che aveva evocato un clima avvelenato nei suoi confronti.

“Abbiamo sempre lavorato in modo serio e determinato”, gli fanno eco Piunti e Gabrielli. “Quando vediamo che veniamo puntualmente ignorati, ricorriamo agli organi preposti. E’ un procedimento normale che attuava anche lui quando era in minoranza. L’opposizione è demandata al controllo, in questi anni abbiamo avuto tanto materiale su cui lavorare che si è concretizzato con esposti tesi a tutelare la cittadinanza. Se non l’avessimo fatto saremmo sì stati poco credibili”.

Il centrodestra lamenta l’assenza di confronto e partecipazione su temi rilevanti per il presente e futuro di San Benedetto: “Le Commissioni sono solo funzionali agli ordini del giorno che approdano in assise, è vergognoso. Chiediamo se c”è mai stato un dibattito su questioni calde come la disoccupazione, la povertà, le start up, annunciate in Consigli passerella e mai attuate. E quando mai c’è stato un confronto sulle pensiline, sullo stadio, sul Prg o sul lungomare?”.

Gaspari si è detto certo di una sconfitta elettorale dell’opposizione pure all’appuntamento del 2016: “Non abbiamo le certezze che ha lui. Decideranno i sambenedettesi. Se trionferemo, una grossa mano ce l’avrà data lui. Stiamo dimostrando alla città che questa amministrazione non doveva governare. Quattro anni fa non lo capì, ci stiamo adoperando per farlo comprendere. A noi mancano i programmi? Vorremmo sapere quali sono i suoi. Un sindaco quasi alla fine del mandato deve portare la lista delle cose fatte, non presentare i programmi per il futuro. La riqualificazione di 400 metri del lungomare è uno specchietto per le allodole ridicolo”.

A sorpresa, non manca una battuta sulle recenti primarie che hanno visto trionfare Luca Ceriscioli: “Il Comune si è trasformato per settimane nel quartier generale dei ceriscioliani. Se non fosse stato per Porto d’Ascoli e l’appoggio di Verdi e Socialisti alle urne non si sa come sarebbe finita, visto il distacco di appena 79 voti con lo sfidante Marcolini”.

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