Da ESPRESSO ROSSOBLU N. 1233

San Benedetto del Tronto – Bravo il tecnico Paolucci a fare le necessarie variazioni ad una formazione che nelle gare precedenti era apparsa totalmente sballata con l’aggravante dell’esclusione di un giocatore come Baldinini nell’ultima partita in casa del debole Termoli. Non per i due gol di oggi ma perché è un jolly prezioso e lo ha dimostrato sempre. Se c’è stato un calo è stato fisiologico. Senza considerare che, fra i giocatori in assoluto insostituibili (Carteri, Tozzi Borsoi, Napolano, Borghetti) Baldinini c’è di diritto. Impossibile negarlo.

Oggi è stato impiegato come esterno avanzato sulla fascia destra, D’Angelo sulla fascia sinistra e Napolano dappertutto ma principalmente dietro il gigante Tozzi Borsoi. Un 4-2-1-3 che è indubbiamente il modulo migliore per una formazione del calibro della Samb. Però, mentre il centrocampo regge grazie ad un super Carteri e ad un Paulis il cui unico limite è la naturale inesperienza, in difesa i due centrali non sono all’altezza dei compagni tranne quando Borghetti fa prestazioni super, non in continuità come è naturale. Paolucci lo ha tolto al 55’ per farlo riposare. Insomma una partita senza storia nella quale i leoncelli hanno impensierito i rossoblu solo nei primissimi minuti di gioco.

Tornando alle questioni societarie che hanno caratterizzato la scorsa settimana le sintetizzerei con queste parole di Moneti: “Prima di fare programmazione servono i soldi”. Giusto ma con una piccola variazione: per programmare servono investimenti in questa categoria. Fine febbraio è il momento giusto.

Considerato che i soldi per programmare qualcuno dovrà metterli, già prima della conferenza stampa di giovedì scorso avevo suggerito questo: Moneti e Bucci indicano la loro somma (per esempio x mila euro cadauno) da versare davanti ad un notaio, cedendo ad una cordata sambenedettese il 49% della Samb alla stessa cifra, con i cordoni della borsa in mano a due rappresentanti delle parti e ruoli societari ben suddivisi.

A quel punto potrebbe partire la programmazione che non potrà però prescindere da una collaborazione chiara e fattiva da parte delle istituzioni pubbliche. Senza, non vale la pena di cominciare. Da chiarire anche il rapporto Samb-NoiSamb perché è perlomeno strano che le due componenti non vadano d’accordo. Come è possibile sostenere una situazione nella quale, pare, che il settore giovanile sia di Barra & C. e tutto il resto di Bucci e Moneti. Va immediatamente capito cosa sta succedendo perché, se non sbaglio, si era detto che il settore giovanile, come giusto, era della Samb (in quanto detentrice del pacchetto di società di maggioranza) e che i due presidenti avevano affidato all’associazione di tifosi la conduzione e la responsabilità del settore e non la proprietà. Se c’è qualcosa di nuovo urge chiarirlo prima possibile.

È il momento di prendere una decisione (qualunque essa sia), ne vale il futuro della nostra amata squadra. Anche il silenzio stampa mi pare un’arma oramai diventata inutile oltre a non aver mai migliorato certe situazioni. Anzi, una volta è successo: la Nazionale italiana ci vinse i campionati del mondo 1982 ma una rondine non fa primavera.

Conclusione: il presente, in riferimento alla gara odierna contro la Jesina, è stato facile, il futuro chissà. Tornando alla gara, dopo il 4 a 0 e l’espulsione di un altro jesino è diventata poco meno di un allenamento. Con la Samb che ha dato l’impressione di non voler infierire.

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