Politica. Complimenti a Luca Ceriscioli per la candidatura, scaturita dalle Primarie del Pd, alla presidenza della Regione Marche. Mi auguro che sappia ridare speranza e vita, in caso di elezione, alla nostra Regione (a tutta per l’esattezza), senza tener conto di un fattore che potrebbe condizionarne il cammino sin dai primi passi.

La sua vittoria, infatti, ha messo in luce ancora di più la grande spaccatura all’interno del Partito Democratico. E stavolta in maniera abbastanza anomala, creando confusione.  Un’analisi a prima vista lascia pensare, infatti, che è finita la “rivoluzione” e che il rottamatore Renzi sta perdendo i pezzi. Più di quelli che lo contrastano giornalmente a livello nazionale.

La realtà, secondo me, è questa: stanno riemergendo tre anime che tanti anni fa diventarono una sola. La vecchia nomenclatura del Partito Comunista, la meno vecchia nomenclatura del Pci e l’anima vecchia e nuova della Democrazia Cristiana. Cioè l’attuale Pd. Un mixer nel quale vedo Matteo Renzi fare la parte di Bettino Craxi che provò a mettere d’accordo le anime Dc e Pci per godere tra i due litiganti (per finta) con i risultati che tutti conosciamo.

Il candidato del Pd alla carica di Governatore si trova oggi davanti a due interrogativi: rottamare Renzi e mettere fine ad una rivoluzione che gli stessi democratici stanno dimostrando essere finta o iniziarne una diversa e magari migliore. Non conosco bene la sua personalità quindi non mi pronuncio sulla sua capacità di arrivare al traguardo senza i soliti compromessi che poi deterioreranno l’eventuale mandato. Non credo però che ci riuscirà in modo indolore per i marchigiani perché, in questi casi, la voglia e l’ambizione di essere eletto prende solitamente il sopravvento su tutto, anche sulle buone intenzioni. Gli auguro fortemente di smentire la mia ‘facile’ previsione.

 

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 497 volte, 1 oggi)