SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le primarie del centrosinistra che hanno scelto Luca Ceriscioli come candidato alla presidenza della Regione hanno mobilitato complessivamente quasi 40 mila elettori. Di questi, 9436 sono stati quelli della provincia Picena (53,74% in favore del vincitore, rispetto al 45,79% dell’outsider).

A Grottammare l’ex sindaco di Pesaro si è imposto per sei voti su Pietro Marcolini (224 a 218). Ben più largo il distacco a Ripatransone (Ceriscioli 225, Marcolini 83) e ad Offida, dove Ceriscioli ha ottenuto 632 preferenze contro le appena 40 dell’assessore regionale.

In compenso, Marcolini si rifà a Monteprandone (effetto Stracci) con 596 voti contro i 96 di Ceriscioli e ad Acquaviva (109 a 39).

Dati accorpati per Cupra, Carassai, Massignano e Montefiore, con Marcolini che supera Ceriscioli 63 a 37.

“Quella che ci consegna questa giornata è una grande vittoria, dei cittadini e delle forze politiche del centrosinistra”, ha dichiarato soddisfatto il segretario Francesco Comi in tarda serata. “Oltre quarantamila mila votanti in una regione con un milione e mezzo di abitanti è un dato straordinario e unico a livello nazionale. Basti pensare che in Emilia-Romagna, regione con una popolazione di quattro milioni e mezzo di persone, alle primarie di settembre l’affluenza alle urne non ha superato i cinquantacinquemila elettori. Siamo felicissimi. È una grande vittoria”.

Entusiasmi a parte, Comi dovrà presto fare i conti con i malumori crescenti all’interno del suo partito, soprattutto ora che i democratici hanno eletto Ceriscioli. E c’è chi scommette in un terremoto alla guida della segreteria una volta passate le elezioni regionali.

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