SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “La Polizia faccia la Polizia, i cittadini facciano i cittadini”. E’ decisa la reazione di Gaspari di fronte all’ipotesi di ronde private venuta a galla nei giorni scorsi per difendere il territorio sambenedettese dai furti.

E’ un’idea che fa parte di una cultura di un popolo di destra che pensa di poter vivere al di fuori di uno Stato di diritto nel quale possa valere il principio del farsi giustizia da solo”, sbotta il sindaco. “Io non so se chi propone sa che le ronde sono disciplinate da una normativa nazionale. Se vuoi ti puoi prodigare: vai in Prefettura e ti puoi proporre. Generalmente però non vengono autorizzate perché hanno bisogno di un presidio di forze di Polizia che a loro volta presidiano le ronde. E tutto ciò è ridicolo. Se anziché presidiare gli sceriffi facessero presenza sul territorio sarebbe meglio”.

Gaspari allontana il clima di timore che avvolge la città. “Il vero far-west c’era nel 2006. C’era una deregulation totale, abbiamo fatto passi da gigante. San Benedetto gode di un appeal straordinario e vorrei che si rimanesse nell’alveo di quello che è uno Stato di diritto, dove ognuno fa quello per cui è preposto. La prevenzione non è un’azione che non c’è. Il problema è che non hai la controprova. Se non ci fossero stati controlli, quanti furti in più ci sarebbero stati? Per fortuna non hai la controprova”.

Tutti i venerdì sera, Polizia Municipale e forze di Polizia compiono un’azione congiunta di controlli. A questa si aggiungerà una campagna informativa ad opera dell’amministrazione comunale. “Anche il ricordare alcuni stili di vita o comportamentali elementari aiuta, nonostante sembri una banalità“, prosegue Gaspari. Quando facciamo campagne di questo tipo diminuiscono le denunce dei vari furti. Riprenderemo pertanto la distribuzione capillare degli opuscoli, contenenti le regole generali”.

No comment infine sulla proposta dell’assessore Spadoni di creare un Comitato permanente contro la movida molesta: “Non lo so se si costituirà. Se verrà organizzato si cercherà di far convivere varie esigenze. C’è chi pensa che questa città sia un luogo morto, chi pensa invece sia un luogo di eccessi e di goliardate. Non esiste il punto ideale. Se ciascuno comprenderà i problemi e le esigenze degli altri si arriverà ad un punto di equilibrio buono per tutti”.

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