MONTEPRANDONE – Non si chiama più Guardia Medica visto che negli ultimi anni ha preso, in linea con i rinnovamenti lessicali che spesso interessano la pubblica amministrazione, il nome di Servizio di Continuità Assistenziale. Il succo però non cambia, trattasi infatti della consueta organizzazione sanitaria che svolge un ruolo complementare a quello del medico di base “con orari che vanno dalle 20 alle 8 di mattina” precisa il direttore dell’Area Vasta 5 Massimo Del Moro all’atto di annunciare la imminente apertura di un nuovo presidio del Servizio di Continuità nel territorio comunale di Monteprandone, precisamente nel poliambulatorio di via 2 Giugno a Centobuchi. 

La struttura, che già offre ai cittadini disparati servizi tra cui un punto prelievi il lunedì e il giovedì, un oculista di martedì, un ginecologo e un pediatra insieme ad altre figure professionali, si doterà presto, “entro due mesi” secondo le previsioni dello stesso Del Moro, di un presidio di Guardia Medica, che servirà principalmente il comune di Monteprandone insieme ai comuni contigui come Acquaviva e Monsampolo ma che sarà comunque liberamente fruibile da tutti i cittadini ivi compresi quelli residenti nel comune di San Benedetto in una concezione di sanità “senza confini” ha sottolineato lo stesso direttore.

L’apertura del presidio fa il pari con la nascita di un nuovo medesimo servizio nella città di Ascoli Piceno e va a incrementare in questo campo l’offerta ai cittadini i quali potevano già contare, nell’ex Zona 12 di 4 postazioni di Guardia Medica ubicate rispettivamente a Montefiore dell’Aso, Ripatransone, Montalto Marche e San Benedetto del Tronto.

Particolarmente soddisfatto il sindaco di Monteprandone Stefano Stracci che parla di “segnale di attenzione per un territorio in forte espansione demografica”, dichiarazioni che fanno eco a quelle del direttore Del Moro che ha parlato invece di “atto dovuto per una comunità potenziale servita di oltre 30 mila persone”. In effetti le parole spese dai due paiono in sintonia, come ha fatto sapere la stessa Asur in un comunicato ufficiale, con le prescrizioni di legge che impongono l’operatività di un presidio del cosiddetto Servizio di Continuità Assistenziale ogni 20 mila abitanti.

 

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