SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Senza numeri, fino all’arrivo in extremis di un trafelato Giancarlo Vesperini.

E’ stato l’ex Idv a permettere l’avvio del Consiglio Comunale di giovedì. Fino a quel momento l’asticella segnava dodici presenze, ad un soffio dal limite minimo utile a far partire i lavori. A “tradire” il sindaco Gianluca Pasqualini, assente per motivi di salute. Un forfait che ha messo in ansia la maggioranza, già sostenuta dal presidente Calvaresi, ormai stampella consolidata dell’amministrazione comunale.

Pronti via, ecco subito l’interpellanza dei Cinque Stelle sulla vicenda Skidata. Giovanni Marucci ha riportato le dichiarazioni del general manager dell’azienda, che aveva fatto cenno a una vecchia chiacchierata con il primo cittadino, sottolineando come l’impresa avesse atteso segnali da parte del sindaco.

Gaspari, dal canto suo, ha ribadito quanto affermato nei giorni scorsi. “Io non ho mentito sapendo di mentire. Può capitare nella giornata di un amministratore che si venga sollecitati da più persone di intervenire, di chiedere qualcosa a qualcuno. Spesso lo si fa pensando di compiere un gesto di cortesia e di avvicinamento”.

Ha quindi ricostruito l’episodio: “Parliamo di tempi precedenti alle recenti questioni. Ricordo, perché poi con la mente sono tornato a quei fatti, che l’avvocato Gaetani lavorava su un’ipotesi di transazione. Mi confidò che era riuscito a parlare con tutti tranne che con la Skidata e mi chiese di fare questa telefonata per presentarlo. Le trattative di certo non le faccio io, non ho titolo e il Comune non ha nessun contratto con le aziende. Non capisco perché pervicacemente taluni consiglieri tentino di accollare all’ente dei debiti contrattuali che non abbiamo sottoscritto. Davvero, resto basito. Feci una telefonata per cercare di aprire un canale. Io non so neanche se questo colloquio successivamente ci sia stato. Le cose sono andate comunque diversamente, sino all’epilogo dell’ultima convenzione di dicembre. Speriamo che per la fine di marzo si possa porre finalmente la parola fine per quanto riguarda la messa a norma dello stadio”.

Ironica la controreplica dei grillini: “Scopriamo che il sindaco si è messo allo stesso livello di una segretaria – ha osservato Marucci – se il Comune non c’entrava nulla tantomeno si sarebbe dovuto sottoporre ad un compito di segreteria”.

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