Intendo ringraziare pubblicamente Lino Rosetti, presidente dell’associazione culturale Le Idee, che ha fortemente voluto coinvolgermi in un ciclo di approfondimento (“Capire l’economia con la Mmt”) che si svolge in quattro lunedì consecutivi, dalle ore 21, all’hotel Calabresi. Ringrazio anche quanti hanno la pazienza di essere presenti.

Siamo al giro di boa, dopo i primi due incontri. Il primo è servito a porre i “punti fermi” della teoria post-keynesiana: la moneta non ha valore intrinseco, uno Stato a moneta sovrana non ha vincoli finanziari (non può finire il denaro, non deve tassare né chiedere in prestito la moneta, eccetera), i saldi settoriali spiegano come la ricchezza finanziaria al netto può arrivare solo dall’estero o dal governo (o momentaneamente dalle banche, però con un rapporto di debito e quindi restituzione gravata da interessi).

Nel secondo appuntamento si è trattato il tema della disoccupazione, ovvero come sia possibile avere la Piena Occupazione. Il problema è che siamo tutti abituati a pensare alla disoccupazione o come una colpa individuale, o come un impedimento sistemico; o, peggio ancora, come qualcosa connesso alle “riforme” che non si sono fatte.

Invece la disoccupazione dipende sempre da una politica fiscale sbagliata dello Stato: perché tassa troppo in relazione al livello di spesa pubblica. Uno Stato, in pratica, tiranno, che chiede tanto ai cittadini e non lascia loro il denaro necessario per “vivere decentemente, pagare le tasse e risparmiare quanto desiderato”.

Lunedì prossimo, 2 marzo, appuntamento più strettamente economico: “Regimi di cambio, inflazione, svalutazione“. Ne riparlaremo.

 

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