SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Adottato da San Benedetto e dimenticato, anzi ignorato. Beffardo il destino di Ugo Pirro, sceneggiatore di successo nominato a ben due premi Oscar con “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” e “Il giardino dei Finzi-Contini”.

Nato a Battipaglia e deceduto a Roma nel 2008, Pirro (al secolo Ugo Mattone) arrivò in Riviera nel 1936. Il padre era capostazione e la sua giovinezza – così come gli studi superiori – fu a totale tinta marchigiana.

A San Benedetto avrebbe successivamente dedicato il libro “Isola in terraferma”, dove non mancano riferimenti a Via Mentana, strada povera e abitata da marinai, ma al contempo viva e vissuta.

Ad omaggiare Pirro ci ha pensato il Rotary martedì sera. Presso l’Hotel Calabresi è stato proiettato il documentario realizzato da alcuni dei suoi ultimi allievi ed intitolato “Soltanto un nome nei titoli di testa”. Donata Carelli, co-sceneggiatrice dell’opera, ha rivelato i racconti che l’autore dedicava alla Stazione: “Era la sua casa. Essere figlio di ferroviere è stato fondamentale per lo sviluppo della fantasia immaginifica. Ci teneva ad essere ricordato per le esperienze vissute qui, non è mai troppo tardi per farlo conoscere e mostrare i suoi film nelle scuole”.

Oltre che con Vittorio De Sica, Pirro collaborò soprattutto col regista Elio Petri. Insieme diedero alla luce “La classe operaia va in paradiso”, “A ciascuno il suo” e il già citato “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”, interpretato da Gian Maria Volontè. Nel 1996 conquistò inoltre il David di Donatello per la sceneggiatura di “Celluloide”.

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