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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La grande occasione per lasciare un segno, “il” segno, Gaspari e la sua giunta (e i suoi progettisti) ce l’hanno. Gli è passata davanti, ma invece di prenderla, rischiano di farsela sfuggire e ripiegare su un progettino di nessuna ambizione e prospettiva, perché scegliere una mattonella al posto di un’altra non sarà mai opera da ricordare. I nipotini mai sapranno…

E questo è quanto mostrato lo scorso 28 gennaio, per i primi 400 metri del lungomare: una “ripavimentazione” dei marciapiedi, poco più.

Eppure il progettista Farnush Davarpanah, su indicazione di parte della maggioranza, aveva predisposto un progetto che, per quanto di bozza, aveva l’ambizione di disegnare un “Lungomare 2030”. Ovvero quello che in tanti chiedono, oltretutto senza stravolgimenti del traffico.

Come potete vedere nell’immagine dell’articolo, dove sono presenti i due progetti (quello del 28 gennaio e quello non appoggiato dalla maggioranza) l’idea di Davarpanah si basava su alcuni passaggi chiave:

1) spostamento dell’aiuola spartitraffico verso est. Questo, però, senza spostare le grandi palme che sono attualmente nell’aiuola (circa 30) che rischierebbero di deperire. Quindi le 30 palme resterebbero dove sono, con l’unico limite di ridurre di circa 30 gli stalli per i parcheggi.

2) corsia per bus navetta nella corsia est: questo farebbe la “spola” tra zona Albula e palazzo Las Vegas, con transito frequente.

3) corsia ciclabile come l’attuale e marciapiede che va ad inglobare la fila di palme (ipotesi poi bloccata dalla Soprintendenza e sulla quale converrebbe aprire un dibattito pubblico, se la politica sambenedettese ritiene di poterlo fare).

4) realizzazione doppia corsia sul tratto ovest, con alcune rotatorie (ad esempio una in prossimità dell’Albula, una alla convergenza con via Monfalcone, e via così) per invertire il senso di marcia.

Si tratta dunque di un progetto che riesce (riusciva?) a garantire una corsia del lungomare libera dalle automobili, quindi adatta ad ospitare eventi e manifestazioni tutto l’anno. Aumenta (aumentava?) la sicurezza e la direzione verso una maggiore vivibilità del lungomare: molti albergatori ci hanno infatto riferito che i turisti lamentano la caoticità del lungomare attuale. Troviamo infatti: tre zone parcheggio, due corsie auto, una corsia biciclette nel doppio senso, un parcheggio scooter. Nel progetto di Davarpanah si affronta un unico canale per le auto, due per i parcheggi, uno per scooter. Il resto è tutto ciclopedonale, di fatto.

Secondo Mancini di Sel le resistenze della maggioranza si sono avute perché si teme che la perdita di parcheggi (circa 200 sui 2,2 chilometri) avrebbe incontrato molte resistenze. In realtà si tratta di meno di 10 parcheggi ogni 100 metri, senza dimenticare:

a) la polifunzionalità da assegnare alla zona ex Galoppatoio, che di giorno potrebbe ospitare vetture;

b) la riconversione dell’area ex Tirassegno, capace di ospitare almeno 200 parcheggi;

c) la ri-conquista pubblica dell’area stadio Riviera delle Palme;

d) la possibilità di riconvertire ulteriori aree ad ovest della ferrovia, come avvenuto, da parte di numerosi alberghi, in viale dello Sport.

La creazione di una grande area pedonale, senza danneggiare gli attuali flussi della circolazione veicolare, proietterebbe la “cartolina” del lungomare sambenedettese ai vertici non solo italiani ma europei, e inoltre imporrebbe uno sforzo di “ciclopedonalizzazione” del resto della città: ad esempio riconquistando gli spazi in cui scorrono i torrenti cittadini per piste ciclabili e pedonali attualmente inesistenti, che consentirebbero di superare il più grande problema urbanistico cittadino: la frattura tra il lungomare e il “caos” ad ovest della ferrovia. Ma di questo parleremo poi.

Un appello, dunque, al sindaco Gaspari, alla giunta, alla maggioranza consiliare, alla minoranza, a tutti i cittadini, gli operatori turistici, tutte le associazioni: ripensate il modello di città, non accontentatevi, pensate al futuro e non ad un pavimento. 

PS1 Il progetto di Davarpanah era una bozza, quindi migliorabile, si pensi agli spazi che paiono un po’ eccessivi per gli spazi parcheggio, compresi gli scooter.

PS2 In linea teorica è possibile che ripavimentare secondo quanto illustrato il 28 gennaio consentirebbe, in un secondo momento, di tornare al progetto con l’aiuola spartitraffico spostata e corsia est pedonalizzata. Tuttavia: a) vi sarebbero costi inutili, ad esempio la posa dell’aiuola inerbita che poi andrebbe rimossa; b) gli spazi, ad esempio del marciapiede ovest, rischiano di essere non conformi ad una successiva modifica, e quindi porre dei vincoli impossibili da rimuovere, o con alti costi. Non ci sembra, dunque, il caso di commettere errori in queste settimane e mesi.

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