SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ sempre in vigore l’ordinanza (recentemente aggiornata per definire meglio alcuni aspetti) che, recependo le stringenti indicazioni fornite dalla Regione Marche, pone severe limitazioni alle attività commerciali che utilizzano forni e agli immobili dotati di camini per il riscaldamento.

La decisione rientra negli obiettivi che i Comuni marchigiani ricadenti nella zona A (quella cioè a maggior rischio di sforamento dei limiti delle polveri sottili) si sono impegnati a conseguire con la sottoscrizione di un apposito accordo di programma.

Per quanto riguarda gli edifici pubblici e privati, l’ordinanza vieta l’accensione degli impianti a biomassa solida (legna, cippato, pellet, carbonella), inclusi i caminetti tradizionali aperti e quelli moderni chiusi, nonché di quelli a carbone fossile, utilizzati per il riscaldamento degli ambienti interni o solo per la produzione di acqua sanitaria, quando nell’unità immobiliare è presente e funzionante un altro tipo di riscaldamento autonomo o centralizzato. Sono previste comunque delle eccezioni per alcune tipologie di impianti così come meglio definite nell’ordinanza.

Analogo provvedimento riguarda gli impianti per il riscaldamento di ambienti esterni. I divieti valgono dal lunedì al venerdì (e quindi sono esclusi i week end e i giorni di festa) ed è consentita l’accensione per la cottura dei cibi. Le attività di panificazione e ristorazione, come le pizzerie, non possono usare per i forni biomasse legnose salvo che tali apparecchiature siano dotate di idonei sistemi di abbattimento.

Il provvedimento è valido dal 15 settembre al 15 maggio di ogni anno su tutto il territorio comunale ad eccezione dell’area della Sentina, di quella Brancadoro e di alcune zone periferiche. Il testo integrale dell’ordinanza è consultabile su www.comunesbt.it (percorso Area tematica Ambiente – Aria – analisi, monitoraggi, provvedimenti).

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