SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Possiamo chiamarla nostalgia canaglia. Di Romina Power, assente sul palco del Palariviera, ma continuamente citata, evocata e applaudita da un pubblico appassionato.

Albano canta da solo, entusiasmando però i 600 presenti soprattutto con i brani resi celebri dalla coppia prima del divorzio e della conseguente separazione artistica.

Certo, si inizia con “Nel Sole”, proseguendo con “Tu per Sempre”, “Pensando a te”, “Il mio concerto”, “Va Pensiero” e “Nel blu dipinto di blu” (in omaggio al conterraneo Modugno). Tuttavia il perno del concerto sono proprio quelle canzoni portate al successo assieme all’ex moglie.

L’artista di Cellino San Marco la rimpiazza con due coriste, che danno il là a “Ci sarà”, “Angeli”, “Sharazan”, “Libertà” e, giustappunto, “Nostalgia canaglia”. Non solo: Albano rispolvera pure “Acqua di mare”, scritta appositamente per Romina nel 1969.

In centocinquanta minuti di spettacolo, Albano molla a più riprese la scena. Si appoggia agli aneddoti del giornalista Pino Aprile e a sorpresa al figlio Yari, che esegue quattro canzoni in quello che è di fatto l’intervallo tra due tempi. “Non è nepotismo”, scherza Carrisi, che durante la serata non lesina nemmeno osservazioni sull’attualità. “C’è rimasta solo la speranza, almeno su quella non dobbiamo pagare le tasse. Speriamo che le cose si mettano bene in Italia, la fabbrica dei ladri non va mai in ferie e non fallisce mai”.

Introducendo “Libertà”, ricorda il momento in cui ebbe l’ispirazione del testo: “Ci chiamarono a Berlino nel 1987 per celebrare il 750esimo anniversario della città. Facemmo due concerti, uno a ovest, uno a est. Ad ovest era una festa completa; per andare a est attraversammo il muro, fu un momento di bruciore dell’anima, ci perquisirono anche i pensieri. Per quel popolo non era una festa, era un funerale. Da lì nacque la canzone”.

Non mancano pensieri sulla situazione libica: “L’Isis usa i coltelli come se stesse sbucciando arance o mele. Invece tagliano teste, mi auguro finisca questa tragedia a pochi passi da noi”.

La voce è impeccabile, eppure Albano ammette di non sentirsi al meglio: “Questo freddo mi ha fregato. Inoltre mi sta arrivando un venticello alle spalle, chiudete le porte. Se pensate che io muoia a San Benedetto, avete capito male”.

L’epilogo (prevedibile) è tutto per “Felicità”. Carrisi si tuffa in platea, scatta selfie e firma autografi. E’ la scusa per poter allestire una scenografia ad hoc, tra sedie, tavolini e gli inevitabili vini della sua tenuta pugliese. Salgono dodici signore e il duetto di massa è servito.

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