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SAN BENEDETTO DEL TRONTO- “La mia passione non nasce dal nulla, in un certo qual senso sono figlio d’arte, mio padre era un grande mezzofondista negli anni 40’ e 50’” così Francesco Capecci ci spiega la nascita del suo amore per quello che oggi va di moda chiamare “running” ma che quando il signor Francesco ha iniziato, nel ‘73 era soltanto correre, correre per il “puro piacere di farlo e arrivando al traguardo sempre col sorriso sulle labbra e senza mai un accenno di fatica”.

E di traguardi deve averne tagliati parecchi il signor Francesco, inizia “abbastanza tardi” a sua detta, “a 27 anni perché ho lavorato sempre da ragazzino e il tempo per correre semplicemente non c’era”, ma dagli anni 70 inizia e non si ferma più. Lo testimonia il suo curriculum, stampato che ci consegna con tanto orgoglio e ci guida mentre scorriamo con le dita i numeri della sua carriera: miglior prestazione in una maratona 3 ore e 24 minuti alla maratona di Reggio Emilia nel 2001 all’età di 56 anni, 174 chilometri percorsi in un solo giorno alla 24 ore di Fano nell’ottobre di quest’anno all’età di 68 anni , sei maratone di New York negli anni ’90, quattro edizioni della maratona di Barcellona tra il 97 e il 2010 sono solo alcuni dei numeri di una carriera quarantennale, una carriera fatta di maratone e ultra maratone, 556 in totale ad oggi, tra queste anche tante “durissime” ecomaratone, gare in tracciati naturalistici e sentieri di montagna in cui non c’è l’ombra di una strada asfaltata “sicuramente le prove più dure” ci dice Francesco “prove dure come la Pistoia-Abetone, la più difficile che abbia mai fatto , è infatti, la corsa in Toscana, una 50 chilometri con buona parte del tracciato che si percorre a quasi 1500 metri sopra il livello del mare, “dove respirare è più difficile e le salite sono più numerose dei funghi che spuntano a bordo strada”.

Una grande passione smuove evidentemente il 68enne sambenedettese, una passione condivisa con tanti altri, “migliaia di persone ogni anno accorrono alle gare nazionali e non” ci spiega “e almeno noi dello zoccolo duro ci conosciamo da sempre e ogni incontro è una festa dove non esiste rivalità e dove c’è tanta convivialità con cene condivise, chiacchiere tra vecchi amici, famiglie, nipoti, camper e scarpe consumate”.

Sembra non esserci alcun sacrificio dietro lo stile di vita di Francesco Capecci, che quando parla con noi è appena tornato da un’ora di corsa e neanche una goccia di sudore che gli scende dalla fronte, sembra tutto naturale per lui, a partire dalla dieta: “sono vegetariano” ci spiega “non in senso stretto perché un po’ di pesce lo mangio ma non mangio carne da molti anni e la mia dieta è quasi solo fatta di verdura”, inoltre prosegue “bevo solo acqua, so che ci sono persone che in questo campo assumono sostanze proibite, ma nel mio caso non mi è capitato mai di bere nemmeno un gatorade” chiosa ironicamente Capecci.

E’ presidente dei “Maratoneti Riuniti” il signor Capecci, associazione di podismo sambenedettese che tra le altre cose organizza anche la particolare “Maratona sulla sabbia giunta a 13 edizioni consecutive ormai,  ma una sede “non ce l’abbiamo e siamo soltanto in 15, tutti corridori di mezza età”. Perché la sede di un corridore è la strada e guai a non sorridere al traguardo. Capecci dixit.

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