SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Sono venuto a conoscenza della presentazione della riqualificazione del lungomare nord, avvenuta lo scorso 28 gennaio, dopo un lungo periodo in cui, in maggioranza, non vi erano stati aggiornamenti su questo tema. Parliamo di circa un anno”. Giorgio Mancini, segretario provinciale di Sel, ricostruisce il percorso che ha portato l’Amministrazione Comunale all’ipotesi di una riqualificazione, al momento, dei primi 400 metri a sud dell’Albula.

“In realtà è sbagliato parlare di nuovo lungomare, perché si innestano delle aspettative eccessive: quella che viene proposto, sostanzialmente, è una ripavimentazione dei due marciapiedi e una ristrutturazione delle balaustre che danno sulla spiaggia”. Aggiunge.

Dopo le elezioni 2011, all’interno della maggioranza “sia noi di Sel che l’Idv con Palma Del Zompo e Eldo Fanini chiedemmo di aprire al concorso di idee per la parte nord. Vi erano però delle resistenze nel resto della maggioranza e dal Pd, le quali sostenevano che non bisognava cambiare progettista, rispetto a quanto realizzato a Porto d’Ascoli, per una ragione di uniformità stilistica e per una questione di tempi che si sarebbero troppo dilungati”.

A quel punto si arriva nell’estate del 2012 quando vengono presentate le slide relative alla riqualificazione di tutti i 2,2 chilometri che vanno dal palazzo “Las Vegas” all’Albula, con tanto di tunnel di fronte al Campo Europa e voliere e isolette nell’area ex Camping. Le stesse immagini, ad ogni modo, proiettate nella sala consiliare lo scorso 28 gennaio.

“Da quel momento è partita una discussione in seno alla maggioranza, con la costituzione di gruppi di lavoro che hanno iniziato da attivarsi tra l’estate e l’autunno del 2013 – spiega Mancini – Si trattata di gruppi nei quali confluivano un rappresentante per le forze politiche minori, come Sel, e due o tre per il Partito Democratico. In realtà era un gruppo di lavoro aperto, ai cui incontri partecipava sia il progettista, il dirigente Farnush Davarpanah o altri consigliere e assessori. Il problema era che il progetto iniziale rischiava di essere troppo costoso in relazione alle ristrettezze economiche dell’ente e quindi si lavorava per renderlo fattibile. Tutti condividemmo di iniziare i lavori dall’Albula, proprio perché nella zona meridionale la progettazione poteva essere più complessa”.

Anche qui emergeranno due visioni diverse in seno alla maggioranza. Sel, l’Idv e anche il consigliere Pd Bovara chiedono una progettazione che si muova verso un tipo di lungomare con meno automobili e più spazio per pedoni e biciclette. “Farnush non era contrario all’ipotesi di un trenino con corsia preferenziale, ma da parte della maggioranza vi erano resistenze per il timore che un tipo di cambiamento di questo genere potesse ingenerare sui cittadini. Su un articolo di Riviera Oggi in cui si parlava di questa eventualità arrivarono critiche da parte dei commentatori, e questo veniva portato a conferma dei timori”.

Il punto interessante, di cui daremo ampio risalto in un successivo articolo, è che al tempo emerse un progetto che prevedeva la doppia corsia sul versante ovest e la pedonalizzazione del tratto est: “Il timore della perdita di parcheggi può comunque risolversi con la trattativa da intavolare per quanto riguarda l’area ex Tirassegno e, perché no, la zona dell’ex Galoppatoio. Ci sono anche progetti di architetti che parlano di una riapertura di Viale Buozzi in modo da pedonalizzare tutta l’area che porta al molo sud, e anche lì si ricaverebbero molti posti auto”.

Altre ipotesi discusse riguardarono l’uso delle parallele del lungomare, come Via Trento e via Volta, come sensi unici. In entrambi i casi (doppia corsia sul lungomare ovest e senso unico) la Polizia Municipale diede il proprio parere positivo per la fattibilità, anche se l’intersezione tra via Volta e via Trento, all’altezza dell’hotel Relax, è un po’ problematica. “Per un anno abbiamo discusso sull’ipotesi di finanziare l’opera con un project financing o con un finanziamento comunale: noi, Loredana Emili e i Verdi eravamo contrari al project financing perché in quel caso, affidando i parcheggi ad una società esterna, ci si precluderebbe qualsiasi ipotesi di modifica della viabilità, dovendo garantire la permanenza degli stalli a pagamento per anni e anni. Passò la nostra linea, non quella dei Socialisti”.

Ma arrivando all’oggi, Mancini spiega: “Tenendo presente che si sta parlando di una ripavimentazione, c’è tutto il tempo, in un secondo momento, di ripensare in altro modo il lungomare, attraverso uno sforzo per realizzare una corsia interamente ciclopedonale, nei modi già studiati da Davarpanah”. Intanto, però, l’amministrazione comunale ha garantito che da ottobre a dicembre partiranno i lavori: “Sarà importante scegliere il materiale più appropriato, noi suggeriamo di proseguire, almeno fino alle ultime balaustre poste vicine alla chiesetta di legno, con la palladiana di viale Buozzi, in modo da garantire uniformità a quello che è stato il tratto di lungomare pensato da Onorati negli anni ’30. Esistono però altri materiali, che possiamo definire come polifunzionali, in grado di essere adatti sia al passeggio che al traffico automobilistico, in modo da garantire la massima flessibilità degli spazi”.

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