SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un buco di 600 mila euro? Può darsi, ma niente drammi. Le rassicurazioni in tal senso arrivano direttamente dal sindaco Gaspari: “Per un Bilancio che vale circa 70 milioni, una cifra del genere non avrebbe un valore così grande. In ogni caso, c’è un fondo di svalutazione crediti che ci garantisce. Se ci fossero minori entrate un fondo di riserva ci tutelerebbe. Abbiamo tante reti di protezione e paracaduti. Il nostro presupposto rimane quello di non voler chiudere nemmeno un servizio. In situazioni di crisi sono indispensabili”.

La dirigente dell’Ufficio Servizi Finaziari Catia Talamonti fa comunque sapere che il Comune “sta ancora incassando l’Imu” e che l’importo “non è definitivo”. Tutto è mutevole, con la certezza che “tutto quello che non verrà incassato sarà recuperato”.

Il primo cittadino allontana l’ipotesi di una difficoltà dettata dalla chiusura di attività commerciali: “San Benedetto si riesce a presidiare visivamente. Non c’è una situazione tale che possa giustificare una così forte mancata di introiti derivante dalla chiusura di attività. Facendo un giro ci rendiamo facilmente conto che non sono accaduti stravolgimenti tra il 2013 e il 2014. Il delta tra attività che chiudono e aprono è positivo, sono più quelle che aprono. E se parliamo di grandi aziende non si notano grossi cambiamenti”. Sulla stessa linea la Talamonti: “Dalle nostre analisi non pare esserci un grosso scostamento. C’è stato un calo fisiologico, ma senza picchi”.

Gaspari informa che il Bilancio sarebbe tecnicamente pronto: “Stiamo solo aspettando informazioni in merito al fondo di perequazione nazionale di 625 milioni che ci interesserebbe per 1,7 milioni. Abbiamo le casse sane, da anni. Quando abbiamo introdotto il Bilancio di cassa avevamo timori, perché tanti enti, anche più grandi di noi, a metà strada chiesero di uscire. Siamo un Comune serio, talmente serio da essere penalizzato. Avevamo i conti in ordine da non necessitare dei trasferimenti dello Stato e siamo stati penalizzati perché quando si sono consolidati quei trasferimenti, chi come noi aveva conti in regola ha potuto beneficiare di pochi trasferimenti”.

L’ente punterà sulla lotta all’evasione: “Serve un controllo puntuale. Da tempo c’è un presidio che è da modello e da invidia. E’ stato istituito un ufficio per le riscossioni coatte. Abbiamo un principio: più persone pagano e meno pressione c’è su tutti”.

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