SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A rigor di logica la sconfitta di Fano segna la fine della lotta per il primo posto: la Samb ha 9 punti di distacco dalla Maceratese e i biancorossi non perdono un colpo, ancora imbattuti. Vero che qualche anno fa la Lazio ne recuperò altrettanti alla Juve in solo 8 incontri (campionato 2000): Juve sconfitta dal Milan e distanze accorciate a -6, poi vittoria laziale a Torino nello scontro diretto ed epilogo con la famosa Perugia.

Ma son cose che nel calcio accadono raramente e in questo momento altri dovranno essere gli obiettivi. Certamente l’obiettivo pratico sarebbe di recuperare almeno tre punti ai maceratesi entro lo scontro diretto della 15° giornata di ritorno, e quindi tentare il -3 a due giornate dalla fine e sperare nel tutto per tutto.

Ci sono comunque molte recriminazioni per le ultime tre sconfitte, quelle con Campobasso (in casa), Macerata e Fano: in tutte e tre le occasioni la Samb non è parsa inferiore alle contendenti e anzi sia con Campobasso che con Fano lo spessore complessivo dei rossoblu è sembrato superiore; e si ricorderà che anche a Macerata, fino all’espulsione di Lobosco, i rossoblu vincevano senza troppa sofferenza.

Tornando alla gara di Fano, pur  senza spumeggiare, segno di una diversa mentalità nelle gare in trasferta, a nostro avviso i rossoblu hanno dato una prova di coesione raramente registrata fuori casa. Il centrocampo più folto ha ben protetto la difesa e nel corso dei 90 minuti – ad eccezione del gol di Sivilla, giunto appunto in superiorità numerica fanese – in una sola occasione gli attaccanti avversari sono giunti al tiro su azione. Persino con il Celano, due domeniche fa, la difesa aveva rischiato qualcosa.

Segno, lo ripetiamo, che la formula del 4-4-2 non è da buttare in talune circostanze. Quella di Fano è stata una Samb migliore rispetto a quella vittoriosa a Castelfidardo e a quella che ha pareggiato a Giulianova.

Si è certamente pagata l’assenza di Napolano, che funge da portatore di palla e da uomo d’ordine per tutta la squadra.

Fatte queste premesse, occorrerà per ora, come risultato minimo, dimostrare che la Samb, quanto meno, è la seconda forza del campionato. E dare il massimo per non avere rimpianti.

Secondariamente, si ricordi che è possibile, posizionandosi al meglio in campionato, giocare le proprie carte per gli eventuali ripescaggi: se la società manifesta solidità, complice un impianto sportivo finalmente a norma dalla prossima estate (così è stato promesso), finalmente potrebbe venire il momento di rendere giustizia rispetto a quanto avvenuto troppe volte in passato, con l’esclusione della Samb per vari deficit societari.

E nella peggiore delle ipotesi, invece, l’attuale formazione va calibrata per l’assalto al prossimo campionato.

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