SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Se si presentasse il rischio della chiusura della sede di Via Damiano Chiesa ci opporremmo con fermezza”. A garantirlo è Fabio Urbinati, che considera fondamentale il punto di ritrovo per gli iscritti democratici di Porto d’Ascoli. “Quel quartiere conta quasi la metà degli abitanti di San Benedetto, non è ipotizzabile che si rinunci anche a quella struttura”.

Nemmeno un mese fa, il Pd ha dovuto abbandonare il ritrovo di Via Balilla per problemi economici. Il debito ad oggi ammonta a 3.800 euro, ma il capogruppo Claudio Benigni rassicura: “Precedentemente la situazione era peggiore, abbiamo provveduto a pagare alcune pendenze, dobbiamo solo sanare il passivo relativo al circolo Ianni”. Il partito, comunque, può ancora contare sull’immobile di Via Manara, di cui è proprietario.

La crisi è conseguente all’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Nel 2015 i fondi erogati saranno ridotti del 50%, con l’asticella che salirà al 75% l’anno prossimo, fino all’estinzione totale nel 2017.

L’apertura di Urbinati getta acqua sul fuoco su una polemica che si era innescata nelle scorse settimane. “Ci batteremo per mantenere in vita quella sede – prosegue l’assessore – così come consideriamo fondamentale un ritrovo nella parte nord della città”.

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