SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’invito è all’unità, ma la guerra è dietro l’angolo. Nel Pd è partita la corsa per le Regionali, con la spaccatura sempre più profonda tra i renziani e il resto del partito.

I campi di battaglia sono due: da una parte il pensiero va alla sfida tra Marcolini e Ceriscioli, dall’altra ci si concentra sui nomi che potrebbero ambire ad una promozione in consiglio regionale.

“Nel corso dell’Unione Comunale abbiamo raccomandato il fatto di cercare di condurre delle primarie in maniera collaborativa”, dice il capogruppo Pd Claudio Benigni. “Auspico equilibrio, non diventi un duello. Chiunque vincerà sarà espressione dei democratici, creare conflitti sarebbe controproducente”.

Al Piceno spetteranno quattro poltrone. Antonio Canzian punterà certamente al secondo mandato, mentre in Riviera in rampa di lancio c’è sempre Fabio Urbinati. L’outsider si chiama però Luigi Merli. Due posti andranno invece destinati alle donne, in virtù della regolamentazione sulle quote rosa.

Le liste verranno firmate dalla direzione regionale. Il coordinamento provinciale, sentiti i vari circoli locali, avanzerà le sue proposte. Potranno essere inviati anche più nominativi, che il segretario Comi valuterà tenendo conto del territorio e delle varie posizioni interne al Pd.

Urbinati rappresenta certamente la figura più identificativa dei renziani (della prima ora) e non dovrebbe aver particolari patemi qualora a vincere le primarie fosse Marcolini. Le sue chance diminuirebbero se a imporsi fosse Ceriscioli. In quel caso, non sarebbe da escludere la sponsorizzazione di una donna sambenedettese, magari vicina alla corrente del Presidente del Consiglio, che possa così buttar fuori dai giochi l’assessore al Bilancio.

Strategie e dispetti, contornati da comunicati stampa al veleno. La strada per Palazzo Raffaello è ancora lunga e piena di insidie.

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