Nuovo lungomare. Ho assistito ieri, 28 gennaio, alla conferenza di presentazione del nuovo tratto di lungomare nord, dal Las Vegas alla foce dell’Albula.  Tutto bello, quel poco da correggere o da suggerire è stato fatto presente con interventi mirati e civili.

Non c’è altro da aggiungere quindi se non che un progetto molto simile, se non uguale, è stato comunicato alla città (magari in modo meno ufficiale) nel 2012, sempre dagli stessi autori (Farnush, Antolini, sindaco e Sestri). Anche allora sembrava imminente l’inizio dei lavori. Non lo fu e forse per questo motivo il rendering dei due chilometri di lungomare mancanti è stato nuovamente annunciato come assolutamente ‘prematuro’, per svariati motivi. Per ora l’impegno vale solo per i primi 400 metri.

E allora perché, nonostante l’importanza che il progetto ha per la città, è stato concesso così poco tempo (meno di due ore) del quale quasi metà dedicato al rendering di un aspetto al momento irrealizzabile? Probabilmente perché in questi giorni l’immagine è la cosa che conta di più. Le belle visioni hanno, infatti, fatto sognare chi ha seguito il convegno di persona o da casa. Ma forse non si raggiungerà lo scopo perché, anche per molti sambenedettesi dormienti, i sogni non bastano più per meritare consensi.

Il mio augurio è che l’ennesima presentazione sia veramente un inizio. Per un’altra mia paura prendo ad esempio un brano del Vangelo (Luca 14,28-30): Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento? Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro“. Un’ammonizione attualissima e necessaria nonostante risalga a duemila anni fa.

Una Parola che non è campata in aria come possono testimoniare i tanti cantieri rimasti tali per anni e da anni. Speriamo di no e che, una volta iniziata, ‘la torre’ venga portata a termine nei termini prestabiliti.

Un rammarico però resta: il mancato coinvolgimento della cittadinanza nella fase di costruzione del progetto. È bello ma condiviso, come si usa fare nelle nazioni più civili, magari lo sarebbe ancora di più. Ricordo, per esempio, che negli Stati Uniti, prima di partire con un progetto del genere, si invia tramite mail una bozza del progetto, chiedendo ai cittadini interessati un parere ed eventuali suggerimenti. È mancato un passaggio ma non fa niente “siamo giovani e cresceremo”.

La priorità resta l’inizio dei lavori. Senza dimenticare Luca 14, 28-30. Mi pare ovvio.

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