SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Pubblichiamo una nota di Rifondazione Comunista.

E’ una patetica pantomima quella che si sta consumando sulla pelle dei lavoratori pubblici nel Comune di San Benedetto.

Mentre a livello nazionale il Governo Renzi ha già dichiarato guerra al comparto, dopo aver smantellato quello privato con il famigerato Jobs Act, a San Benedetto va in scena la più ipocrita delle rappresentazioni: quella in cui è affidato ad un solo assessore, Fabio Urbinati, il peso della responsabilità di una dissennata linea politica nazionale sostenuta dall’intero Pd, mentre il Sindaco gioca all’amministratore “buono” tentando di conquistare la benevolenza dei lavoratori fingendo di apprezzarne la dedizione e lo spirito di servizio. Peccato che non sia più credibile, dopo anni in cui ha ritenuto di disporre della macchina organizzativa comunale in assoluta autonomia, senza alcun tipo di considerazione né per le forze sindacali né tantomeno per le aspirazioni e le attitudini dei singoli lavoratori.

Che assessori della giunta Gaspari, poi, si permettano di discutere della produttività dei dipendenti comunali quando sono loro stessi stati nominati da un sindaco condannato per aver sperperato 170.000 euro in concorso con un dirigente da lui nominato, beh, è non solo offensivo per i lavoratori, ma anche ridicolo in sé.

Il Pd renziano è nemico dei lavoratori, privati o pubblici che siano; è incapace di amministrare efficacemente le risorse; non ha alcun tipo di orizzonte di progresso e di avanzamento dei diritti, e usa i temi della produttività e del merito unicamente come leva per appoggiare l’abbassamento delle tutele dei lavoratori e le privatizzazioni forzate dei servizi pubblici.

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