SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ bufera su Paolo Perazzoli per le sue esternazioni pro-gas. Parole in difesa della centrale di stoccaggio che potrebbe sorgere in zona Agraria, che però non sono affatto piaciute ai componenti dell’Associazione Ambiente e Salute nel Piceno.

“Perazzoli è ormai l’avversario dichiarato dei diritti dei cittadini di San Benedetto e dintorni”, ha accusato il comitato. “Non ha letto nulla del progetto Gas Plus e fa capire di non conoscere né la Costituzione né i diritti né le procedure. Una cosa è certa, non è dei nostri”.

Al di là delle opinioni sul progetto, un fatto è tuttavia indiscutibile: le osservazioni del consigliere regionale erano note da tempo. Nessuna scoperta, nessuno scoop. Semplicemente la rivendicazione di un punto di vista mai celato. In tal senso, basterebbe riascoltare la puntata di Youriviera del 18 gennaio 2013, quando in una lunga intervista Perazzoli (minuto 3 e h 1.21) spiegò con estrema chiarezza le sue convinzioni.

“Molti non sanno come è un deposito naturale di gas metano, non è un serbatoio che sta sottoterra, ma sono rocce, tipo spugne”, affermò l’ex sindaco. “Il problema è di sicurezza, insisto su questo. Gli ambientalisti si inventano sempre delle scuse, ognuno si inventa motivi per cui non si faccia. Torneremmo all’età della pietra. Negli anni Novanta la polemica fu sulle antenne dei telefonini, pareva dovessimo morire di cancro. Oggi ognuno di noi ne ha due. La mia posizione non è assolutamente di contrarietà. Sono sempre in linea di principio favorevole alla ricerca tecnologica e in questo caso all’uso di fonti alternative al petrolio. E’ una linea generale dei vari governi che pensano che il metano sia un’alternativa forte al petrolio e allo stesso tempo vogliono avere un approvvigionamento diverso dal metano siberiano”.

Perazzoli rispose quindi alle domande relative la svalutazione degli immobili all’Agraria. “Le case di quel quartiere adesso valgono zero, ma non per l’impianto. Un tempo c’era il prelievo del gas e non lo sapevamo, non ce ne siamo mai accorti. Qualcuno lo dica agli agitatori di professione. L’Agraria è un quartiere periferico, servono servizi e qualità. In passato era un quartiere ghetto, qualcosa sta cambiando”.

In caso di danno, come comportarsi? “La legge prevede tutto – replicò – presumo che il danno iniziale non ci sia e sono sicuro che non ci saranno mai. Non ho notizie di danni arrecati in casi similari in giro per l’Italia e nel mondo. Certo, si devono ricercare tutte le garanzie possibili. In questo quartiere ci abita mia madre, i miei cugini, però credo che una volta che tutti gli organi tecnici avranno espresso parere favorevole e tutti i dubbi saranno stati chiariti dagli organi previsti dalla legge si debba fare. Anzi, credo che andrebbe sviluppata un’iniziativa verso Gas Plus per trattare sui vantaggi. Il quartiere ha bisogno di interventi e miglioramenti urbanistici. Le royalties legate al rischio, essendo bassissimo, sono poche. Ritengo si possa trattare, è chiaro che la posizione di netta opposizione verrebbe meno. I movimenti possono avere certe posizioni, le istituzioni devono comportarsi in relazione alle leggi”.

All’epoca Perazzoli non scatenò le ire dei Comitati, che invece oggi insorgono. Gli stessi che magari potrebbero risentirsi pure di chi solo ora lascia credere di voler correre ai ripari. Con colpevole ritardo.

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