Stoccaggio gas. L’idea di una centrale di stoccaggio di gas metano a San Benedetto non entusiasma nessuno. Tanti i timori, i dubbi, le legittime osservazioni e le domande ancora senza una risposta. Ma dove finiscono i patemi e comincia la mera propaganda? Inutile negarlo: opporsi alla costruzione dell’impianto porta visibilità e, nella maggior parte dei casi, consensi. Impossibile pronunciarsi favorevolmente, così come risulta difficile mantenersi nel mezzo, con l’intenzione di valutare a mente libera i pro (se ci sono) e i contro.

Nessuno sponsor al progetto, sia chiaro. E’ tuttavia innegabile che osteggiare la centrale renda molto più del processo inverso. La previsione di un cataclisma non è smentibile, la garanzia dell’assoluta sicurezza rappresenta invece un azzardo che nessuno può concedersi.

“Non sappiamo quando accadrà il disastro, ma accadrà”. I nemici della Gas Plus lo ripetono da anni, sapendo che mediaticamente possono sfruttare l’idea dell’arrivo di un giorno X, quello dell’incidente. La politica lo sa e, tranne rare eccezioni di estrema coerenza, ci ricama sopra. Nel gennaio 2012, in occasione della prima fiaccolata, la giunta rimase a casa. In piazza sfilarono oltre mille persone, molte più di quelle che avrebbero rimarciato l’anno successivo, stavolta al fianco di sindaco e assessori al completo.

Un cambio di passo dettato dalla riflessione o forse dalle elezioni politiche in programma due settimane dopo. Guai però a sgarrare: i fischi rivolti a Gaspari durante l’intervento dello scorso 11 gennaio hanno infatti rappresentato la prima vera manifestazione pubblica di dissenso nei confronti della sua condotta amministrativa. Escluse ovviamente le contestazioni allo stadio.

 

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