SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’intesa su un nome sarebbe stata raggiunta, ma il diretto interessato ha già declinato l’invito. Il rifiuto di Francesco Comi a candidarsi alla presidenza della Regione ha spiazzato un Pd sempre più in alto mare.

La riunione della direzione regionale svoltasi venerdì sera è durata sei ore, con trentanove interventi ed un secondo atto fissato per lunedì prossimo. Era presente anche il vice segretario nazionale del Partito Democratico, Lorenzo Guerini.

Se il 12 gennaio non si individuerà una figura capace di accontentare tutte le anime del partito, verrà immediatamente indetta la data delle primarie. L’assemblea regionale, in programma l’11 gennaio, è stata pertanto rinviata a data da destinarsi.

Molte voci si sono levate a favore della senatrice Camilla Fabbri. Altre posizioni, invece, hanno avanzato l’ipotesi di puntare su Pietro Marcolini, attuale assessore al Bilancio della giunta Spacca.

L’idea Marcolini ricorda in un certo senso la decisione del Pd – poi rivelatasi fallimentare – di candidare contro Massimo Rossi alle Provinciali del 2009 un assessore (nonché vice) della sua amministrazione: Emidio Mandozzi. La strategia generò una frattura irreversibile nel centrosinistra, che spianò la strada a Piero Celani. I democratici sperano ovviamente che la storia non si ripeta.

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