“Gli attentati rappresentano dei tentativi per modificare il corso della storia con dei mezzi non appropriati, dei mezzi elementari (…) nella maggior parte dei casi, gli attentati ingenerano conseguenze direttamente opposte alle intenzioni dei loro autori: sicché questi nuocciono dunque a se stessi, indipendentemente dal rischio personale in cui incorrono (…) Il potere costituito, quando inizia a vacillare, vede di buonissimo occhio questo genere di attentati”.

Ernst Jünger, in “Julien Hervier, Conversazioni con Ernst Jünger

Cosa accadrà, adesso, dopo la mattanza francese?

Esattamente 100 anni fa eserciti di milioni di uomini si affrontarono sfinendosi nelle trincee d’Europa, per mesi e mesi, in quella che venne chiamata la Grande Guerra.

In Europa oggi le trincee sono individuali, terrorizzanti; nessuno si sente sicuro e protetto, ognuno immerso nel magma di immagini violente e interiorizzate come robotici schemi di un vecchio videogame. Le guerre lontane, asettiche degli schermi e delle bombe intelligenti, piombano nel centro dell’Europa. Non è una guerra, sono tante Piccole Guerre che si congiungono. La Piccola Guerra di Parigi è durata tre giorni.

Le Piccole Guerre imporranno tanti piccoli silenzi, obbedienze, conformismi. Sarà ancora più difficile, quindi quasi impossibile, far valere le ragioni del pensiero critico rispetto al centro. Il centro non dovrà mai essere indebolito, ma rafforzato, perché se il centro collassasse le trincee sarebbero invase, e nessuno può permetterlo.

L’adesione ai valori della libertà, della democrazia, dell’Illuminismo insomma, sarà totalizzante e per questo in apparente contraddizione, perché sarà un’adesione di superficie e non di sostanza.

Sarà più triste l’immediato futuro. Ci saranno tante altre Piccole Guerre. Non sentite quanto sono desiderate?

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