SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una via per Oriana Fallaci. A volerla una parte degli iscritti di Forza Italia, che ha comunicato l’idea ad alcuni consiglieri comunali azzurri. Il centrodestra valuterà la proposta e una volta trovata la prevedibile intesa presenterà la richiesta all’amministrazione comunale.

Siamo alla fase embrionale, vorremmo ci fosse condivisione”, dice Pasqualino Piunti. “Non avrebbe senso presentare una mozione e farsela bocciare. Sarebbe auspicabile una convergenza ampia. Sono state dedicate vie ad altri personaggi, non vedrei particolari problemi”.

L’iniziativa non è freschissima. Già in estate la delegazione giovanile aveva manifestato il desiderio di omaggiare la giornalista fiorentina, scomparsa il 15 settembre 2006. Ma oggi, considerati anche i fatti parigini, i suoi pensieri sono tornati prepotentemente alla ribalta.

Per anni corrispondente di guerra e inviata speciale, la Fallaci spaccò l’opinione pubblica all’indomani degli attentati dell’11 settembre denunciando l’incapacità della civiltà occidentale di fronteggiare il fondamentalismo islamico.

In questi anni, diverse città italiane hanno avviato discussioni politiche per dedicare vie o piazze alla cronista, con l’impulso sempre partito da movimenti distanti dalla sinistra. Forza Italia ci ha provato a Calenzano, Santa Maria Capua Vetere e recentemente a Ravenna, mentre a Lecco l’input è giunto dalla Lega Nord, nonostante la Fallaci non si fosse mai mostrata tenera nei confronti del movimento fondato da Bossi. “Quanto al becero con la camicia verde e la cravatta verde – scrisse nel 2001 in una lunga lettera al Corriere – non sa nemmeno quali siano i colori del tricolore. Mi-sun-lumbard, mi-sun-lumbard. Quello vorrebbe riportarci alle guerre tra Firenze e Siena. Risultato, oggi la bandiera italiana la vedi soltanto alle Olimpiadi se per caso vinci una medaglia”.

Oltre a personalità sambenedettesi, in città si è diffusa a macchia d’olio la tendenza a commemorare figure di rilevanza nazionale ed internazionale. Una piazza al celebre conduttore Enzo Tortora è stata istituita a pochi passi dal Palazzo di Giustizia, a cui si sono affiancati una via a Madre Teresa di Calcutta in contrada Santa Croce e il nuovo campo da rugby dell’Agraria a Nelson Mandela.

Risale invece alla vigilia delle elezioni del 2011 l’intestazione della via a Roberto Peci, vittima delle Brigate Rosse. Poche settimane prima, l’ex socialista Narcisi aveva auspicato la variazione del nome della pineta del centro: da Olindo Pasqualetti a Bettino Craxi. Una provocazione (o forse no) finita rapidamente nell’oblio.

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