Il suddito è colui che è soggetto alla sovranità di uno Stato in modo puramente passivo, su di lui gravano doveri e soggezioni; essere cittadini invece significa avere la titolarità di diritti e altre situazioni giuridiche attive (seppur accompagnati da doveri e altre situazioni giuridiche passive). Nel primo si sottolinea la passività, nel secondo l’attivismo. Entrambi comunque hanno lo stesso riferimento, che è lo Stato.

Chi è nato prima, l’uovo o la gallina? Questo è il dilemma. Da un punto di vista religioso diremmo la gallina, pensando alla Genesi. Chi è nato prima, il cittadino/suddito o lo Stato? Per analogia diremmo lo Stato. Ma siamo sicuri che sia così?

Quando parliamo di Stato pensiamo subito alla Pubblica Amministrazione. È proprio nel rapporto esistente tra gli abitanti di un territorio e la pubblica amministrazione, in tutte le sue forme, che si chiarisce il concetto iniziale. Se vogliamo definirci cittadini dobbiamo dire che essi vengono prima della Pubblica Amministrazione, e che essa esiste in funzione di loro, altrimenti parliamo di sudditi.

Gli italiani del 2015 sono sudditi o cittadini? Per scoprirlo confrontiamoci con la storia. Fu l’esigenza dei cittadini egiziani a determinare la necessità di una struttura statale, per la gestione delle opere (dighe e canali) collegate con le acque del Nilo nel 3.300 a.C. .

Dalle esigenze di difesa o di attacco nascono gli eserciti e con essi la burocrazia statale, necessaria per raccogliere fondi per mantenerli, ma anche per finanziare la costruzione di strade, acquedotti ed altre opere pubbliche che rispondevano sempre o quasi alle esigenze dei cittadini.

Una crisi di questo sistema (Stato come conseguenza di esigenze pubbliche) si cominciò ad avvertire in Francia nel XVII secolo: la Rivoluzione Francese metteva in evidenza la crisi del rapporto tra lo Stato ed il cittadino, che era piuttosto divenuto suddito.

Arriviamo quindi all’800 con la nascita dello Stato moderno. Inizia un percorso che dura fino ai nostri giorni: lo Stato moderno comincia a farsi carico dei problemi dei cittadini, soprattutto dei meno abbienti. Nascono le scuole e gli ospedali pubblici, comincia a fare i primi passi lo stato di diritto, ed a farsi strada culturalmente nuove esigenze che investiranno tutta la vita dei cittadini.

Questo processo, in continua evoluzione, è sostenuto da una spinta proveniente dal popolo. La crescita culturale della popolazione, grazie allo sviluppo delle scuole pubbliche, e la democrazia, che porta la politica a rispondere agli impegni elettorali, hanno determinato lo sviluppo della macchina pubblica. Allo stato attuale parliamo di oltre 8 mila enti ed oltre 3 milioni di dipendenti pubblici, che rispondono alle esigenze dei cittadini.

Lo Stato come Servizio Pubblico è la filosofia di fondo che regola questo rapporto. Quando manca il Servizio il rapporto va in crisi. Può succedere, come è accaduto in Italia negli anni recenti, che il Servizio non esista (diciamo che ce lo siamo inventati per esigenze occupazionali), oppure non sia ben erogato, con i cittadini/sudditi che non vedono soddisfatte le proprie esigenze.

Il suddito subisce passivamente, il cittadino reagisce, per modificare e migliorare la situazione. Punto centrale è il servizio. Non è importante chi risponde ad un’esigenza, Stato o Privato, importante è che sia soddisfatta la richiesta e che tutti possano accedervi. Ecco allora che è importante recuperare il ruolo del Cittadino.

Arriviamo agli Italiani contemporanei: siamo sudditi o cittadini? L’evoluzione politica mi porta a rispondere “cittadini”. I profondi cambiamenti cui stiamo assistendo, denotano una vitalità della cittadinanza che si esprime attraverso il controllo e la denuncia.

Infine arriviamo al Governo Renzi. Tutte le riforme da esso impostate tendono a rimettere al centro il cittadino; ridare autorevolezza alla scuola, digitalizzare la pubblica amministrazione e spingere sulla trasparenza, rimettere al centro il servizio (non chi lo eroga), riorganizzare lo Stato sul territorio, semplificare le procedure e le norme, selezionare le carriere in base al merito… vanno tutte nella direzione del Servizio al cittadino, e non tendono a renderlo suddito.

Premessa di tutto però, è predisporsi ad essere cittadini e non sudditi, che a mio avviso nascono e crescono contemporaneamente allo Stato.

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