ASCOLI PICENO – Si è svolta nella mattinata del 30 dicembre, nella sala del Consiglio provinciale ad Ascoli Piceno, l’assemblea territoriale d’ambito – Ata dei rifiuti. Il presidente della Provincia D’Erasmo ha relazionato sul mandato ricevuto, quello di valutare le possibili soluzioni tecniche e di spesa a carico dei Comuni stante la prossima imminente cessazione degli abbancamenti dei rifiuti indifferenziati nella discarica Relluce di Ascoli Piceno prevista per la metà di gennaio.

Le ipotesi avanzate da D’Erasmo, di concerto con i gestori dei servizi ambientali Picenambiente e Ascoli Servizi Comunali, sono sostanzialmente due. C’è la possibilità di ulteriori abbancamenti nelle vasche di Relluce per circa un anno ma è necessaria un’ordinanza che deve essere corredata del parere positivo dell’Arpam.

Qualora quest’ipotesi non sia percorribile, in subordine D’Erasmo ha prospettato una soluzione secondo cui i rifiuti potrebbero essere, per un periodo di alcuni mesi, conferiti in una discarica privata sita in località Alto Bretta di Ascoli Piceno.

In entrambi i casi si prospetta comunque un inevitabile aumento dei costi di smaltimento rispetto a quelli attuali, e dunque i sindaci intervenuti hanno insistito nell’individuare quelle soluzioni che, se tecnicamente fattibili, garantiscano il minor aggravio di spesa a carico dei cittadini. In conclusione di dibattito, è intervenuto il vicesindaco di San Benedetto Eldo Fanini. “Ho proposto di dare mandato al presidente D’Erasmo – racconta Fanini – di valutare rapidamente con Arpam la possibilità di avere un parere favorevole per proseguire a conferire a Relluce. Se questo è possibile, Ascoli Servizi Comunali dovrà comunque rivedere la propria politica tariffaria applicando un costo massimo non superiore ai 95 euro alla tonnellata più Iva rispetto ai 100/105 richiesti. Altrimenti, i sindaci si sentiranno liberi di valutare l’opzione più vantaggiosa”

La proposta di Fanini è stata accolta e la riunione si è conclusa dando mandato al Presidente della Provincia di verificare con l’Arpam la fattibilità tecnica di questa soluzione e, in caso positivo, di effettuare una trattativa conclusiva con Ascoli Servizi Comunali, proprietaria dell’impianto di Relluce. Le risultanze di questo lavoro saranno portate all’attenzione di una prossima assemblea d’ambito prevista entro la prima decade di gennaio.

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