Dal numero 1016 di Riviera Oggi

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dire che Primo Giocondi è un personaggio leggendario di San Benedetto del Tronto è probabilmente riduttivo. Sfido a cercare un musicista in erba, e pure affermato, che non abbia sentito parlare di lui o della sua azienda passando in Riviera e nella Provincia. Generazioni ed epoche musicali che hanno attraversato la città, sono prima passate (e spesso tramandate direttamente) da Primo Giocondi e i suoi collaboratori. Fornendo anche gli strumenti musicali. Una carriera lunga e intensa raccontata direttamente dall’interessato, nato a Controguerra nel settembre del 1933.

“Il mio amore per la musica nacque all’età di 15 anni grazie a un regalo ricevuto da un mio zio emigrato negli Stati Uniti. Mi diede una fisarmonica. Con essa entrai nel mondo musicale iniziando a suonare in vari locali della costa abruzzese eseguendo brani classici e popolari. Riscossi un buon successo. Nel 1952 frequentai il Liceo Musicale ‘Braga’ di Teramo e ottenni il diploma di Solfeggio. Studiai pure il violoncello”.

Inoltre Primo Giocondi intraprese la carriera d’insegnante di fisarmonica e continuò a suonare in tutto il territorio teramano. Come nacque l’idea di mettere in atto un’attività di rivendita di strumenti musicali e spartiti?

“Nel 1964 cominciai a insegnare a San Benedetto e alcuni allievi cominciarono a richiedermi strumenti musicali per lo studio. All’epoca era difficile trovarli. Da questa loro richiesta cominciai a pensare ad allestire un punto vendita. Nel 1970 sono riuscito ad aprire un piccolo negozio sotto casa. In poco tempo diventai uno dei primi rivenditori di pianoforti Yamaha in Italia. Infatti, nel 1977, fui invitato a un prestigioso viaggio in Giappone”.

La competenza, l’intelligenza e la disponibilità dimostrata nei confronti dei giovani gruppi musicali emergenti di quegli anni, forniscono a Primo Giocondi stima e fiducia. “Sostenni e incoraggiai la costituzione di band musicali tra cui quella di San Benedetto e Grottammare. Anche di Spinetoli, Castel di Lama e Monterubbiano”.

Nel 1974 trasferisce la sua attività in un negozio più grande al centro di San Benedetto. Precisamente in via Paolini. “Nel 1975 misi in piede una filiale in piazza Viola al centro di Ascoli, divenne un punto di riferimento forte per molti giovani dell’entroterra” afferma con orgoglio lo stesso Primo Giocondi.

Nel frattempo, tramite la collaborazione dei suoi dipendenti (tra tutti Domenico Caselli) e le figlie, riesce ad ampliare i reparti inserendo strumenti acustici (tra cui pianoforti verticali e a coda) ed elettronici della nuova era. Il successo commerciale arriva grazie alla partecipazione alle puntate del noto programma televisivo ‘Gran Bazar’ dell’emittente Tvp. “Era una trasmissione condotta da Raffaele Pisu e Marisa del Frate. Un’idea innovativa in quegli anni. Mi valsero, fortunatamente, popolarità nel territorio marchigiano e di tutto il Centro Italia. Mi fece aumentare l’attività concertistica e strinsi collaborazioni con conservatori, scuole di musica. Con piacere diedi il mio contributo alla nascita dell’istituto musicale Vivaldi, della Gioventù Musicale di San Benedetto, Ascoli e Fermo. Non feci mai mancare il mio sostegno ai vari gruppi musicali che si sono succeduti”.

Nel 1983 la lungimiranza imprenditoriale, unita alla cultura e all’arte, portò a creare in città la prima scuola di Musica Moderna con il rivoluzionario metodo Yamaha. Fu un gran successo. Dal 1993 al 2010 si compie una vera svolta commerciale con il punto vendita che si trasferisce dal centro in via Alfieri con la realizzazione di due edifici di strumenti musicali, libri e accessori. Inoltre, nel 1993, è aperto un altro punto vendita a Giulianova. L’azienda s’impone nel panorama musicale a livello nazionale.

Un’altra tappa fondamentale arrivò nel luglio 2010. “Inaugurai, con l’aiuto dei miei figli Mariagrazia, Giovanna e Angelo, il nuovo megastore di strumenti musicali situato in largo Mazzini, vicino al Teatro Concordia. Risanai la zona demolendo un edificio e in accordo con il Comune ampliai la strada di via Saffi a beneficio dell’intera città. E misi in piedi la nuova scuola di musica. Non potevo fare altrimenti visto la gran mole di giovani che venivano a chiedermi mezzi e sale per coltivare la propria passione musicale. Aiutare i ragazzi a credere nelle loro capacità è molto gratificante, ve lo assicuro”.

Lei ha visto molti giovani attraversare le varie fasi della musica. Qual è stato, in ambito musicale, il periodo d’oro a San Benedetto?

“A mio parere dagli anni 80 fino al 2006 abbiamo aiutato, visionato e cresciuto tanti talenti. La loro forza era la grande volontà di imparare a suonare. Confrontarsi con gli altri. Imparavano e si divertivano nello stesso momento. Ora, ai ragazzi di oggi, manca la pazienza di esercitarsi costantemente e danno per scontato certe dottrine d’insegnamento. Si chiudono nel proprio orticello e alcuni si credono già veri artisti. Il mio obiettivo è insegnare ai ragazzi i concetti di umiltà e unità”.

Ripercorrendo la sua vasta carriera, qual è stata la soddisfazione più grande?

“Direi di essere riuscito a creare un vero polo musicale e culturale a San Benedetto. Non è stato facile ma ho sempre creduto in questo progetto. E ringrazio tutti i miei collaboratori che hanno reso questo sogno una bella realtà”.

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