SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ora tutto sembra in ordine. A chiusura di un mese difficile, la vittoria di oggi rappresenta una boccata d’ossigeno – per la classifica, la testa, e non solo. La partita con la Recanatese rappresenta soprattutto la normalizzazione tattica dei rossoblu, apparsi finalmente ordinati sotto il profilo tecnico.

Con l’arrivo di Paulis la squadra sembra aver trovato (finalmente) la quadratura, sia sotto l’aspetto under che sotto l’aspetto tecnico-tattico. Posto l’assoluto annichilimento della Recanatese (che h facilitato non poco le cose) la presenza di un giocatore dinamico e tecnico, alle spalle di Baldinini e Carteri, ha dato più libertà ai due e più compattezza alla Samb.

Baldinini e Carteri sono stati la principale differenza di questa Samb, tornata implacabile proprio in virtù delle sue mezzali. Si sono dette tante parole (spesso a sproposito) sul ruolo dei due: Baldinini sembrava quasi in predicato di restare terzino, Carteri è stato lungamente (e inspiegabilmente) invocato in una posizione non sua, al posto di Borgese; oggi hanno risposto nel modo migliore, con una partita perfetta – fatta di inserimenti, percussioni, e azioni pericolose.

I cambiamenti iniziano ad essere visibili. Si è passati da terzini d’attacco ed esterni/trequartisti ad una squadra molto più quadrata, e banalmente funzionale. La difesa è bloccata (i terzini non sono mai in proiezione offensiva), gli esterni offensivi si comportano da ali vere e proprie (dribbling, conquista del fondo, cross in mezzo), la prima punta fa la prima punta (senza oberarsi di impegni in fase di costruzione).

In un contesto tattico del genere, le due mezzali fanno il bello e il cattivo tempo: inserimenti, occasioni, sfuriate sulle fasce. Tre gol su quattro sono arrivati con lo zampino dei due: il vantaggio di Carteri, il gol di Tozzi Borsoi (cross di Baldinini, che s’era allargato), la rete di Alessandro (altro assist di Baldinini), e ne sarebbero potuti arrivare di più.

Come nel primo anno di Mosconi, i due intermedi di centrocampo stanno tornando i veri fulcri della squadra, mentre i tre davanti (tutti in gol) sono tornati semplici terminali – funzionali al gioco, sì, ma senza l’onere di cantare e portare la croce. Detto del ruolo di Tozzi Borsoi, le partite di Alessandro e Napolano sono state impreziosite soprattutto per la loro integrazione nel gioco, con cose semplici, ripetute, funzionali: superiorità numerica, conquista del fondo, cross.

In attesa di partite più impegnative, la Samb ha dimostrato che (al momento) non servono cambi radicali, né alchimie tattiche cervellotiche: un 4-3-3 semplice, un’atteggiamento umile, e una lepre da inseguire. Il Natale non è (ancora) dolcissimo, ma la Pasqua potrebbe portare molti sorrisi in più.

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