SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Che il turismo, dal punto di vista economico sia linfa vitale per San Benedetto e dintorni è cosa nota e altrettanto note sono le difficoltà che questo comparto sta vivendo e che, diciamocelo, da qualche anno a questa parte hanno assunto i connotati della cronicità.

Da queste difficoltà, nell’era delle vacanze low cost che rendono appetitose mete sempre più esotiche c’è chi crede ancora fortemente nelle potenzialità del territorio Piceno, tra questi, dal febbraio 2014 c’è anche Piceno Dmo (Destination, Management, Organization), che nasce, parola dell’ideatore Luca Marcelli,  “come aggregatore delle diverse realtà che nel Piceno fanno accoglienza turistica” in risposta ad una situazione di diaspora delle associazioni di categoria che sempre secondo Marcelli “facevano pensare a un sistema quasi medioevale in cui ciascuno si poneva a difesa del suo feudo”.

“In un anno di vita” spiega invece il vice presidente di Piceno Dmo Andrea Peruginisiamo riusciti a catalizzare sotto la nostra egida oltre 450 strutture sparse in tutta la provincia tra hotel, B&B e Country Houses oltre a svariate associazioni di categoria tra le quali spiccano l’Associazione Albergatori di San Benedetto, l’associazione “Terra delle Meraviglie” e Federalberghi Piceno”. La giovane associazione non intende però fermarsi, la prossima tappa è infatti, sempre secondo Perugini, “il coinvolgimento dei comuni della provincia per la garanzia di accesso ai tavoli dove vengono prese le decisioni come ad esempio la Regione”.

D’altronde l’obbiettivo di Piceno Dmo è ambizioso e se, come si auspicano, diventeranno “il principale punto di riferimento del turismo nel territorio provinciale” un appoggio da parte delle istituzioni pare indispensabile. Nel frattempo però le iniziative nel 2014 non sono mancate come le fiere turistiche di Rimini e Lugano e tante altre partecipazioni sono previste anche per il 2015 su tutte la partecipazione alla Bit di Milano a febbraio dove, continua Perugini “proporremo un unico pacchetto costituito dall’intero territorio Piceno dal mare, all’entroterra passando per le bontà dell’enogastronomia locale e le bellezze dei borghi, senza dimenticare l’approccio con l’estero con Repubblica Ceca e Russia che sono tra le nazioni più interessate al nostro territorio” econtinua invece Elena Popa, tour operator che collabora con l’associazione prevalentemente per il settore estero “in questo caso ovviamente ci proporremo con pacchetti personalizzati a seconda del paese tenendo presente che ad esempio i gusti di un russo sono diversi da quelli di un bulgaro in materia di esperienze, vacanza, intrattenimento e quant’altro”.

Un approccio sicuramente intelligente, soprattutto in tempi difficili, quello deciso da Piceno Dmo visto che un approccio unitario oltre a contenere i costi di promozione e commercializzazione turistica certamente comporta anche dei vantaggi per le realtà meno conosciute, ma non per questo di minor qualità del Piceno, le quali altrimenti rischierebbero di fossilizzarsi all’ombra delle mete con un appeal tradizionalmente maggiore tra i vacanzieri.

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