SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si terrà sabato 20 dicembre l’evento dedicato al brodetto sambenedettese rinviato in seguito al lutto cittadino per il naufragio del motopeschereccio Stella Bianca. Abbiamo sentito Sandro Assenti, presidente della sezione per il turismo della Confesercenti, che in prima persona ha curato la manifestazione.

Chi si sente di ringraziare in modo particolare?
“In tanti si sono prodigati per la riuscita di un progetto oggi ancora nella fase iniziale. La Regione ha dato grande disponibilità nella persona di Sara Giannini alla quale l’idea è piaciuta molto. Il Convegno, che si svolgerà presso il Museo delle Civiltà Marinare, vedrà poi la partecipazione di esperti e personalità del panorama enogastronomico nazionale, quali Stefano Polacchi, caporedattore della rivista “Gambero Rosso”, e il giornalista Federico Quaranta, conduttore del programma radiofonico Decanter, che trasmetterà in diretta la serata su RaiRadio2.
Parteciperanno anche Alfonso Sgattoni, preside del nostro Istituto Alberghiero e di Ristorazione, la professoressa Anna Badiani, il professor Antonio Attorre, rappresentante regionale di Slow Food e Angela Velenosi, presidente del Consorzio Vini Piceni. Al termine del convegno il brodetto alla sambenedettese potrà essere apprezzato in una cena degustativa.
L’appuntamento, che si prefigge di portare alla ribalta il tradizionale piatto della riviera, è stato organizzato dalla Confesercenti delle province di Ascoli Piceno e Fermo in collaborazione con l’amministrazione comunale sambenedettese, grazie anche all’assessore allo sviluppo economico Fabio Urbinati, che si è adoperato per l’utilizzo dei fondi stanziati dalla comunità europea tramite il Gac, Gruppo di Azione Costiera Marche Sud”.

Qualcuno dice che organizzare un simile evento di promozione turistica nel periodo invernale ha poco senso. Lei che ne pensa?
“Occorre fare una distinzione tra la promozione di una manifestazione estiva in particolare e la valorizzazione di questa pietanza tipica sambenedettese in senso più ampio. L’appuntamento del prossimo sabato è solo l’inizio di un percorso che vuole arrivare al riconoscimento per il nostro brodetto del marchio Deco, un ‘disciplinare’ che attesta a livello regionale e nazionale le qualità e la tipicità del piatto. Siamo solo a un primo passaggio propedeutico pensato anche per coinvolgere tutti i soggetti che operano nel settore turistico, a partire dai ristoratori per arrivare alle associazioni marinare sambenedettesi e alla scuola alberghiera, così da ricreare una cultura del brodetto per proporlo al turista dovunque come piatto caratteristico. Inoltre bisogna tenere presente che organizzare la manifestazione in questo periodo ha permesso di ridurre sensibilmente le spese di realizzazione, che spesso richiedono un budget molto alto e poco accessibile”.

Come distinguere il brodetto sambenedettese dagli altri brodetti conosciuti?
“L’elemento caratteristico del brodetto sambenedettese è l’aceto, la tipica “masa” del vino portato a mare dai pescatori. Si tratta dunque di un piatto nato come povero, ma ricco di tradizione. C’è chi lo vuole preparato all’antica, con pesce spinoso, e chi invece propone di innovare la tradizione usando ricette più ricche. Già in passato si distingueva il “brodetto della sopravvivenza” sopravvivenza” da quello della “non sopravvivenza”, dove comparivano anche sogliole e triglie. Nel convegno si discuterà anche di questa scelta. La professoressa Anna Badiani, “somelier del cibo”, proporrà un’anilisi sugli elementi nutrizionali e sensoriali della pietanza.
Inoltre tenteremo di individuare vini del territorio da proporre in abbinamento al brodetto, così da legarlo ancora di più alle nostre terre.”

Non era il caso di dare a questo piatto un nome diverso, più originale e caratterizzante, per renderlo ancora più appetibile anche dal punto di vista del marketing?
“Il brodetto alla sambenedettese è stato da sempre Lù Vredette. Non ho trovato altri nomi più appropriati”.

Il nostro ringraziamento a Sandro Assenti per sua disponibilità.

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